mercoledì, giugno 16, 2010

LO STRANO GIOCO DELLA POLITICA

Leggo qui un intervento a mio modo di vedere illuminante( che riporto in calce per i pigri):

http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2010/06/gli-incoerenti-ipocriti-della-legge-sulle-intercettazioni.html          

 

Certo, a ben guardare si potranno trovare situazioni simili anche a destra, ma è opprimente pensare che la politica oggi sia proprio questo. Invece di essere una dialettica affermazione delle proprie ragioni è diventata una dialettica negazione delle affermazioni altrui.

Le intercettazioni non sono l'argomento più strettamente legato alla nostra sopravvivenza, ma fa riflettere che si usi questo approccio per legiferare e per creare quindi il futuro dei nostri figli.

 

Credo sia giunto il momento per chi è padre e sente la sua come una missione, chi non è ancora padre ma pensa di diventarlo nei prossimi 20 anni, chi tiene al proprio futuro, chi pensa che qualche cosa non sta funzionando, di alzarsi e far sentire la propria voce, la democrazia è questa, il comunicare il proprio parere nel rispetto del parere altrui e pretendere la stessa attenzione che siamo disposti a dare a chi non la pensa come noi.

 

Chi oggi ci governa, ed essendo in democrazia siamo governati da maggioranza e opposizione, deve cominciare a dare l'esempio di un nuovo approccio ai problemi oppure è meglio che cominci a pensare a nuovi sbocchi professionali perché questo vecchio e logoro modo di gestire la cosa pubblica sta per collassare su se stesso fagocitando tutti quelli che su questo sistema hanno costruito le loro fortune.

Stiamo vivendo un nuovo medio evo, potremo uscirne solo lavorando tutti assieme ad un nuovo rinascimento. Stare fermi ed attendere il divenire delle cose non ci porterà nessun risultato favorevole.        

Gli incoerenti ipocriti della legge sulle intercettazioni

Pubblicato da Paolo della Sala alle 17:37 in Politica


 

Premesso che il diritto di parola e stampa va prima di tutto, e che quindi il provvedimento è un vulnus...

"22 febbraio 2008"
Il programma elettorale del Partito democratico (Capitolo Giustizia); il tema è quello delle intercettazioni:
"Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell'udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali. E' necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un'efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati".

10 giugno 2010. Walter Veltroni (che quel programma aveva elaborato): "Il ddl intercettazioni è una ferita aperta per il Paese, una ferita profonda e mi auguro che alla Camera sia possibile discutere, come è diritto del Parlamento, senza quella brutta parola che è 'blindatura'. È una giornata brutta per il Paese. Va salvaguardata l'autonomia del lavoro dei magistrati così come la libertà della stampa di raccontare quel che accade nel Paese".

13 giugno 2007. Romano Prodi:
"Pagine intere di giornali e ore di trasmissioni televisive dedicate alla trascrizione e alla diffusione di intercettazioni telefoniche, che nulla mostrano e dimostrano, rischiano di alimentare un clima di scontro e di disagio verso le istituzioni e la politica che è inopportuno e pericoloso".
11 giugno 2010. Romano Prodi: "Sono preoccupatissimo. La prima pagina vuota di Repubblica di oggi esprime anche lo stato del mio animo. Io sono personalmente molto, molto preoccupato perché è la democrazia che entra in sofferenza, che respira male". 22 dicembre 2007. Fausto Bertinotti: "Le intercettazioni rese pubbliche sono una violazione dei diritti dei cittadini e delle persone, di chiunque esse siano". 23 dicembre 2007. Dario Franceschini: "La pubblicazione di intercettazioni è inammissibile" 22 maggio 2010. Dario Franceschini: "La battaglia che faremo sulle intercettazioni sarà durissima. Vediamo se c'è davvero in Italia una destra che ritiene che la libertà dei cittadini ad essere informati sia superiore a qualsiasi altro interesse"."
-via Gargantua  La coerenza? Roba da fessi Link: Il programma del PD, sezione Giustizia(via rog2 (via toscanoirriverente (via ringoworld

"Il Foglio ha chiesto ai corrispondenti stranieri in Italia se anche nei loro paesi i giornali pubblicano le paginate di intercettazioni Jörg Bremer, della Frankfurter Allgemeine Zeitung, risponde con molta decisione che "in Germania niente del genere sarebbe possibile. È vietato e non è mai successo. Per quanto riguarda la Faz, il mio giornale, non ha mai pubblicato il testo di un'intercettazione prima di un processo". Libération, Eric Joseph, dice che a sua conoscenza "mai in Francia, né sul mio giornale né su altri, sono state pubblicate intercettazioni con particolari privati che non abbiano un interesse pubblico. Solo il Nouvel Observateur ha pubblicato un presunto sms di Sarkozy alla ex moglie Cécilia, ed è finita con le scuse del giornale". Miguel Mora, del quotidiano spagnolo El País: "Non è mai successo che venissero pubblicate intercettazioni come accade sui giornali italiani, anche perché noi abbiamo una norma deontologica che lo evita. Evita, cioè, che persone che non hanno a che fare con una certa indagine compaiano con nome e cognome sui giornali. Il contrario sarebbe strano".

Peter Popham, Independent: "In Inghilterra non è mai successo ed è impensabile"
Patricia Mayorga, cilena di El Mercurio: "Non è mai successo che il mio giornale abbia pubblicato intercettazioni del genere di quelle che escono in Italia. DIREI DI PIU': IN CILE LE INTERCETTAZIONI NON SI USANO TANTO, SE NON ALTRO PER IL RICORDO DI QUELLO CHE E' STATO IL REGIME DI PINOCHET" Rachel Donadio, del New York Times, dice che non sono mai state pubblicate pagine di intercettazioni sul New York Times o altrove, "se non quelle rese pubbliche durante i processi". Conclude Donadio: "E' diversa ANCHE LA SINISTRA, CHE IN ITALIA VUOLE PIU' INTERCETTAZIONI, AL CONTRARIO DI QUANTO AVVIENE NEGLI STATI UNITI""


 



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martedì, maggio 18, 2010

RIFLESSIONI OPERATIVE


Bersani ( PD):"Sull'Afghanistan va fatta una riflessione, come la sta facendo il presidente Obama"

 

Non so cosa intendesse l'onorevole Bersani, mi sembra però chiaro che il Presidente Obama nelle sue riflessioni non stesse immaginando una passeggiata a braccetto con il leader dei terroristi locali come piace tanto al compagno D'Alema, l'unico esito che per il momento si riesce a vedere è l'aumento di 3 volte del personale militare inviato in Afghanistan.

 

Se tutti i capi di governo facessero le stesse riflessioni probabilmente oggi in quel paese ci sarebbero più soldati che afgani…. E non sarebbe una brutta cosa a pensarci bene.   



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mercoledì, marzo 31, 2010

DEDICATO

Milton continua la sua analisi con un invidiabile lucidità ed acutezza

Tratto da l'Occidentale

 

Dedicato a...

Berlusconi ha vinto. Punto e a capo

 

30 Marzo 2010

Aveva chiesto una scelta di campo e gli elettori lo hanno ancora strascelto. Giudici fans del Che lo hanno costretto a scendere in campo e in due settimane, come al solito, si è portato a casa il successo.

Ha vinto Berlusconi. Punto e a capo.

Ci sono tuttavia molti sassolini che bisogna togliersi e che ci permettono di fare alcune dediche all'indomani di questo successo elettorale.

Dedicato innanzitutto al Cav., che in ordine di tempo negli ultimi dodici mesi è stato: pedofilo reticente, puttaniere domestico, mafioso e ideatore di stragi e, in un crescendo oxfordiano, piduista fascista e sodomizzatore degli italiani (senza contare Bertolaso, la nuova Tangentopoli e altre simili panzane). La forza della leadership, o come direbbero alcuni che avrebbero l'ambizione sostituirlo, la forza del cesarismo. Evviva il cesarismo!

Dedicato al PdL, quel PdL che era a Piazza San Giovanni, a quel popolo e al suo capo popolo e soprattutto a chi non c'era, ammantato di pavidità istituzionale (a proposito Presidente Fini, la Sua carica istituzionale, Le ha consentito di andare a votare?). Dedicato a quel partito senza democrazia interna, senza dialogo, becero e pieno di veline, che porta in carrozza la Polverini alla vittoria senza avere il proprio simbolo nella Capitale del Paese, che stravince (anche senza contare l'UDC in Calabria e Campania) e che, non fa mai male ricordarlo, è ancora il primo partito nel Nord in Piemonte, Lombardia, Friuli e sta davanti alla Lega anche in Liguria. Un partito insomma, che dice, senza equivoci a chi non si sente a suo agio al suo interno, di accomodarsi alla porta.

Dedicato agli ossessionati di Repubblica e alle loro 10 noiosissime domande. Dedicato al popolo viola che ora può tornare a elucubrare di democrazia sulla rete che ha sostituito, nel loro immaginario, Capalbio. Dedicato anche al popolo delle carriole (la Provincia dell'Aquila è tornata al PdL) ricettacolo telecomandato di sezioni partito.

Dedicato a Bersani e alla Bindi, rispettivamente segretario e Presidente della Lega degli Appennini, ex-Partito Democratico, ormai capaci di vincere solo dove il sistema di potere è così marcio e costituito, ancora sospesi tra il giustizialismo Di Pietro e la vecchia cara nostalgia comunista.

Dedicato all'ANM, ormai la vera opposizione del Paese, che da anni vuole imporre le regole oltre che applicarle, che detta i tempi della politica intervenendo puntualmente in ogni campagna elettorale… che tornassero a fare i giudici passando meno tempo in TV e sui giornali.

Dedicato ai sacerdoti e alle prèfiche della costituzione, agli ossessionati dal conflitto d'interessi, al soviet della Federazione Nazionale della Stampa, ai fotografi di villa Certosa e al povero appuntato costretto a passare la giornata ad intercettare il Presidente del Consiglio.

Berlusconi ha vinto. Punto e a capo.

 


 



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lunedì, marzo 08, 2010

RIDATECI IL PARTITO-CASERMA

Tratto da " I'Occidentale"

http://www.loccidentale.it/articolo/ridateci+il+partito-caserma+ma+solo+se+a+decidere+%C3%A8+berlusconi.0087441

 

 

Leader o caporali?

Ridateci il partito-caserma basta che a decidere è Berlusconi

di

Milton

8 Marzo 2010

Ci ha dovuto pensare come al solito lui, battendo i pugni sul tavolo nell'incontro al Quirinale (ma perché non lo fa più a spesso anche al Consiglio dei Ministri?), mettendoci come sempre la faccia. Gli elettori del PdL della Provincia di Roma avranno la possibilità di esprimere il proprio voto, cosa quanto mai ovvia in una democrazia, nonostante il pasticciaccio combinato da qualche incapace  (a proposito, con calma, dopo le Regionali, qualcuno avrà la dignità di farsi da parte?).

Ci ha dovuto pensare come al solito lui. Quelli che schiamazzano, borbottando di cesarismo ed altre amenità, erano evidentemente impegnati in altre faccende, magari intenti a pensare a costruire una destra moderna contrapposta a quella becera e berlusconiana, oppure a stimolare il dialogo interno al PdL, che "così com'è non va proprio bene".

Ci ha dovuto pensare come al solito lui, nonostante quelli che blaterano di regole cambiate in corso. Ma quali regole e quali arbitri, in un Paese dove un segretario di partito può tranquillamente ed impunemente chiedere "abbiamo una banca?", mentre allo stesso modo un poveraccio che vuole curarsi un mal di schiena, si ritrova alla berlina e con un avviso di garanzia. Ma quali regole, se siamo in un Paese in cui si devono aspettare 17 anni per essere assolti, per non aver commesso il fatto, da reati tanto infami quanto peregrini, quali il concorso esterno in associazione mafiosa. Ma quali regole, se gli arbitri ormai da anni vogliono ribaltare l'Italia come un calzino, se gli arbitri ogni giorno rilasciano interviste parzialissime sulla loro presunta imparzialità, se gli arbitri scendono in politica sfidando i loro stessi indagati. Ma per favore!

Ma quali regole: mi sapete per esempio spiegare perché Silvio Scaglia sta in carcerazione preventiva. Non c'è pericolo di fuga, è tornato dall'estero di suo sponte, non c'è pericolo di reiterazione del reato, non ha infatti più cariche all'interno di Fastweb ormai da anni, non può inquinare le prove, è indagato già dal 2007. Un mistero, ma qualcosa mi dice che rimarrà in carcere a lungo, la speranza è che non faccia la fine di Gabriele Cagliari e molti altri.

Ed ancora ci ha dovuto pensare come al solito lui, a sistemare le ronde elettorali di questi vetero-libertari da codicilli, annoianti digiunatori a singhiozzo, che per decenni hanno sbandierato le canne libere e gli aborti rivoluzionari fuori legge, difeso terroristi e speso soldi pubblici per mandare in onda improperi e logorroiche elocubrazioni del loro leader, sempre più simile ormai al Crono divoratore dei propri figli, tra un cappuccino e un altro. Questo lo ricordi anche la CEI, quando parla di regole cambiate, in una nota domenicale all'uscita dalla Messa (ma la domenica non era il giorno del Signore!?). 

Ma fortunatamente ha vinto il partito-caserma, un partito con un leader che batte i pugni sul tavolo e (finalmente) dice "qui si fa come dico io", un partito che tuttavia, da domani, deve cominciare ad accompagnare alla porta i congiurati (il gruppo misto esiste per questo!) ed accantonare i cortigiani incapaci. Il partito, al contrario, ha bisogno di opliti preparati e solide falangi, senza colonnelli né generali, di un leader che comanda. Ha bisogno di poco dialogo interno e nessun confronto, piuttosto servono decisioni veloci su un programma già scritto e soprattutto votato da milioni di elettori; mancano tre anni alla fine della legislatura e l'auspicata rivoluzione liberale, dopo quindici anni, deve purtroppo ancora cominciare.

Non è più l'ora dei distinguo e dei moniti, e se Di Pietro e il fedele servitore Bersani chiamano a raccolta la piazza, dovranno avere pane per i loro denti. 

 

 




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giovedì, febbraio 11, 2010

LA LEGA-LITA’ PRIMA DI TUTTO ossia… IL MONDO ALLA ROVESCIA


Roma 10 feb. (Adnkronos) - E' finita in rissa la seduta della Camera che si stava occupando dei provvedimenti a sostegno del settore agroalimentare. La scintilla è scoccata dopo che per la terza volta nel corso della giornata maggioranza e governo sono stati battuti su un emendamento presentato dall'opposizione. Il nervosismo che già era più volte affiorato nel corso della discussione è sfociato in un vero e proprio parapiglia tra il vice capogruppo dell'Idv Fabio Evangelisti e il deputato della Lega Nord Fabio Rainieri.

 

Lo scambio di colpi è scattato per una polemica tra i banchi della Lega Nord e dell'Idv. Motivo del contendere una mostra organizzata di recente dalla regione Piemonte sul darwinismo e l'evoluzione della specie. I leghisti hanno polemizzato dicendo che i soldi spesi per l'organizzazione della mostra potevano essere utilizzati in modo più proficuo.

A quel punto Evangelisti ha risposto che dalle "scimmie nude" si era passati alla fase delle "scimmie vestite", indicando i banchi della Lega Nord come destinatari della sua battuta. A quel punto Rainieri è partito e si è diretto verso Evangelisti. Ma i commessi in servizio in aula e qualche collega deputato ha placcato Rainieri che, tuttavia, è stato colpito da Evangelisti con un pugno in faccia.

Subito il presidente di turno Maurizio Lupi ha sospeso la seduta. Il vice capogruppo dell'Idv, Antonio Borghesi, in Transatlantico ha cercato di attenuare l'accaduto, spiegando che sia Rainieri che Fabio Buonanno (un altro deputato della Lega Nord, n.d.r) "hanno provocato Evangelisti che si è solo difeso. Non ho mai visto tanta violenza. I leghisti si sono scagliati contro Evangelisti come un manipolo fascista di vecchia memoria".

"Evangelisti - ha spiegato al termine della seduta il vice presidente vicario del gruppo della Lega Nord, Luciano Dussin - che nel corso della seduta aveva offeso il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, ci ha provocato chiamandoci 'scimmie'. A quel punto qualcuno dei nostri è scattato per rispondergli per le rime. Tra questi c'era Rainieri che, benche' fosse stato bloccato, si e' preso un bel pugno in faccia da Evangelisti. Tutto qui. Domani alle 10 l'ufficio di presidenza visionera' i filmati dell'aula e decidera' quali provvedimenti prendere".

 

Praticamente,  il leghista nonché squadrista nonché fascista On. Rainieri è stato così duro e crudele nei confronti del giustizialista On. Evangelisti da arrivare addirittura, assieme ai suoi amici componenti della squadraccia, a prendersi un bel cazzotto in faccia. Daltrond el'unica colpa di Evangelisti era di essere stato un tantino scortese nei confronti degli onorevoli della Lega, non mi sembrava il caso che l'On. Rainieri colpisse così duramente con una testata l'innocente mano( pugno)  dell' On. Evangelisti.

 

Come esempio di mondo alla rovescia mi sembra la degna conclusione di una giornata assai strana o meglio atanroig iassa anarts.



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lunedì, febbraio 08, 2010

CIANCIMINO JR Vs LOST

A pensarci bene non c'è paragone. Gli autori di Lost sono dei principianti rispetto agli autori di Ciancimino Jr.

Ogni puntata una nuova rivelazione più incredibile di quella della puntata precedente.

Oggi siamo addirittura al paradosso, lo Stato che tratta con la mafia per permettere la nascita di Forza Italia, lo stesso Stato composto dalle stesse persone che fin dal primo giorno ne hanno osteggiato la nascita. Vi immaginate lo Stato che trama con la mafia, non per cercare di gestire il meridione dove la mafia è o era padrona, ma per far nascere una nuova forza politica. Gli autori di Lost hanno ammesso di scrivere le trame del telefilm in stato confusionale, ma questi qui li superano.

E poi, a che pro? Cosa portava allo Stato la nascita di una nuova forza politica? E cosa portava alla mafia?  Se ipotizziamo questo stato di collusione tra mafia e Stato dovremmo pensare che anche i vertici dello Stato fossero collusi e avessero interessi in comune con i vertici della mafia. Ma in questo caso perché creare un "ente terzo" a fare concorrenza a quelli che già impunemente tramavano nell'ombra? E se la mafia già trattava con lo Stato ( e quindi con tutte le forze politiche in quel momento rappresentative) che interesse avevano per favorire la nascita di un nuovo partito?

 

Certo, se quel partito avesse avallato leggi a favore della mafia… ma allora potevano accordarsi con i partiti già esistenti? Erano già in trattativa!

Io  abitualmente e per lavoro tratto. Già è difficile con due contendenti, se fossi ad un tavolo farei tutto tranne che cercare altri partecipanti da inserire nella mischia.

Chiunque sia lo stratega che ha pensato questa cosa ha dei seri problemi mentali, visto poi che questo partito che si presume sia nato per volontà congiunta dello Stato e della mafia sicuramente ha deluso le aspettative di almeno uno dei due padri fondatori. Il 41 bis e il suo inasprimento, gli arresti e i sequestri di beni dell'ultimo anno, la gestione della crisi in Abruzzo, la lotta all'immigrazione clandestina, sono tutti atti del Governo presieduto da questo partito che tutto possono avere tranne che i connotati di favori alla mafia.

 

E così come nella storia di Lost alcuni fatti sono reali ( gli aerei cadono veramente, esistono veramente isole e foreste tropicali..) anche nella serie cult di Ciancimino Jr alcuni fatti sono probabilmente veri, per esempio che suo padre frequentasse i vertici della mafia.

Così come in Lost alcuni fatti sono difficilmente credibili e inspiegabili anche nella saga dei Ciancimino gli avvenimenti senza senso e incredibili abbondano. La differenza è che per vedere Lost posso scegliere se pagare l'abbonamento a Sky oppure no, per Ciancimino dovrò pagare le tasse anche se non ho più voglia di sentirlo.




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martedì, gennaio 19, 2010

Chi è causa del suo mal

Pur con tutta la stima e l'affetto del caso....

Ci sono un sacco di detti popolari che calzano a pennello con l'attuale situazione locale....

Che è causa del suo mal pianga se stesso.

I se la fa e i se la ride

tanto va la gatta al lardo

 

Ma quello che calza meglio è :

" El se ga fatto el pan in casa!"



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venerdì, gennaio 08, 2010

FARE che???

Farefuturo: ''Perché Feltri & Co. non fondano un partito di estrema destra?''
Vittorio Feltri
ultimo aggiornamento: 07 gennaio, ore 13:20
Roma, 7 gen. (Adnkronos) - ''Sapete cosa serve davvero alla destra italiana? Un partito di estrema destra. Di quella vera: xenofoba, populista, stracciona, sempre incazzata, con la bava alla bocca. Dura e pura. Senza tentennamenti. Con gli attributi. Maschilista, reazionaria, brutta e cattiva. Di quella che fa le manifestazioni contro gli immigrati. Di quella che raccatta i falliti della società. Di quella che urla i suoi slogan senza pensare, così per vedere l'effetto che fa. Di quella che, per dirla tutta, avrebbe fatto rabbrividire Giorgio Almirante. Un'estrema destra che si riempie la bocca di parole come nazione, popolo, patria e che le tradisce nella sostanza''. Lo scrive, su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi
E questa nuova estrema destra, ''che odia gli intellettuali, tutti, da qualsiasi parte stanno, perché è una destra semplice, dozzinale, sciatta, strumentalmente ignorante'', potrebbe già avere un leader: ''un giornalista - scrive Rossi - che si diverte a sbaraccare il tavolo da gioco della politica. Si chiama Vittorio Feltri. Capo fazione perfetto. E poi c'avrebbe anche una classe dirigente soddisfatta finalmente dei nuovi ruoli dirigenziali: Marcello Veneziani, Daniela Santanchè e tanti altri... Gente con una certezza sempre in tasca. Con un nemico sempre pronto all'uso''. Gente che, a quel punto, ''si dovrebbe contare davvero nel paese, facendola finita con la retorica della gente. Con la retorica di quel che vuole il popolo''.
Una soluzione da prendere in considerazione - prosegue l'articolo - anche perché, adesso, questo ''leader con un giornale senza partito si sfoga pretendendo, metastasi maligna, che il Pdl, movimento nato moderato, liberale ed europeo, si trasformi in quel che non potrà mai essere''.
''Quel che non si capisce, però, onestamente - conclude Ffwebmagazine - è come sia possibile che leader politici di lungo corso e di tradizione consolidata come, giusto per fare qualche nome, Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Franco Frattini, accettino ancora tutto questo. Accettino senza fiatare che un caudillo detti la linea di un grande partito europeo. Accettino di mandare al macero una possibilità, un'opportunità storica: quella di costruire, finalmente, anche in Italia, una destra sana, colta, moderata. Come loro. Una destra capace di parlare al paese, a tutto il paese. E non solo a una rumorosa minoranza di incazzati''.
Phytolabel.com/it
commenta


guendalina ha scritto (07/01/2010 - ore 16:34)


Fare Futuro confonde una destra con valori di destra (quindi moderata, ma non intenta a copiare il PD) con una "destra incazzata". E non capisce che la Destra oggi è incazzata proprio perché si ritrova orfana, di leader e di valori, visto che il principale leader di destra non li rappresenta più e difende posizioni completamente opposte.



Certo che l’Italia si dimostra sempre più un paese migliore di chi la governa sia intellettualmente che politicamente.
Può l’organo di una fondazione culturale scrivere tali corbellerie?
Può una semplice lettrice dare invece una risposta talmente precisa ed inequivocabile?

Può, come giustamente dice Guendalina, l’ultimo leader di destra essere il motore propulsivo delle uniche idee della sinistra italiana e pensare che chi a destra si indispettisce lo faccia solo perché è un polemico reazionario?

Per quanto ancora questa Italia bipolare potrà permettersi una sinistra priva di idee e di argomenti che ha come faro illuminante un politico che fino a qualche mese fa era ritenuto troppo di estrema destra per essere ammesso nei popolari europei e una destra in cui si litiga per accaparrarsi una leadership che ad oggi ( visto anche la pochezza dei candidati) sembra destinata a restare ben salda nelle mani del capo?
Ai posteri l’ardua sentenza e ai contemporanei il compito di creare delle alternative valide a questo pantano

PS.
Come già scrissi in Luglio anche se ora probabilmente assume un significato leggermente diverso:
” E poi si accusa il PDL e il centro-destra in genere di essere egemonico. No, la destra non è egemone… è sola!!!!”

giovedì, novembre 12, 2009

GIUSTIZIA: Verità o Minzione?

GIUSTIZIA: CDR TG1, DA MINZOLINI STRAPPO PREOCCUPANTE A RUOLO TESTATA

ADNKRONOS->ultimo aggiornamento: 10 novembre, ore 15:40

Roma, 10 nov. (Adnkronos) - Il Cdr del Tg1, in un comunicato , stigmatizza l'editoriale che il direttore della testata, Augusto Minzolini, ha dedicato nell'edizione delle 20 di ieri al tema della giustiza. "Anche questa volta -si legge nella nota del Cdr- non siamo d'accordo. Anche questa volta il direttore ha schierato il Tg1 attraverso un editoriale sul contestato tema della riforma della giustizia sposando esplicitamente le posizioni della maggioranza di governo. Tanto piu' che - il caso Cosentino insegna - le norme sull'immunita' parlamentare non sono state affatto abrogate per tutti i reati connessi all'esercizio delle funzioni politiche. Senza nulla togliere al diritto del direttore minzolini di esprimere il suo pensiero, ci preoccupa la caratterizzazione politica che la direzione sta imprimendo al Tg1. Uno strappo -conclude il Cdr- che contrasta con il ruolo di giornale istituzionale e non governativo caro a tutta la redazione, un ruolo che questo Cdr continuera' a difendere".

 

Leggere così al volo le veline dei servizi di informazione mi sembra di leggere un racconto satirico.

 

Il direttore di un giornale o di un telegiornale viene attaccato perché ha espresso delle idee e viene attaccato dal suo CDR non perché le idee da lui espresse siano palesemente sbagliate ma solo perché palesemente sposano le posizioni della maggioranza ( in questo caso di governo ma si potrebbe intendere anche la maggioranza degli italiani). Quindi è presumibile che al TG1 si debbano esprimere pareri esclusivamente a favore della minoranza?

 

E il giorno dopo da chi viene attaccato???

Da Repubblica, lo stesso giornale che ha lanciato la raccolta firme contro la mancanza di libertà d'informazione in Italia. Anche qui viene da pensare che in Italia la libertà che manca sia quella di avere idee che sposano quelle della maggioranza.

 

E per anni si è parlato di conflitto d'interessi……



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venerdì, ottobre 23, 2009

RAPPORTI FAMIGLIARI


Cassazione: ''Famiglia? Lo è ogni coppia se c'è un rapporto di mutua assistenza''

 

ultimo aggiornamento: 22 ottobre, ore 19:57

Roma - (Adnkronos) - Per gli 'ermellini' rientra nel concetto anche un'unione di fatto. Contano l'assistenza e la solidarietà reciproca sussistenti ''per un apprezzabile periodo di tempo"

 

Roma, 22 ott. (Adnkronos) - Nel concetto di famiglia devono includersi a pieno titoli tutte le coppie tra le quali "siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo". Parola di Cassazione secondo la quale per far rientrare nel concetto di famiglia, una coppia, anche di fatto è "sufficiente solo la stabilità del rapporto". In particolare i giudici della II Sezione penale (sentenza 40727) ricordano che il richiamo contenuto nell'art. 572 c.p. (che punisce i maltrattamenti in famiglia), "alla famiglia deve intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo".

L'occasione per ribadire il principio, a piazza Cavour, è stata offerta dal ricorso di un extracomunitario originario di Tirana, Ledion T., che dalla Corte d'Appello di Cagliari, nel maggio 2006, era stato condannato ad un anno e otto mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza privata e ricettazione. La difesa dell'immigrato ha tentato di alleggerire la posizione in Cassazione puntando sul fatto che l'art.572 c.p. si dovrebbe applicare soltanto alle famiglie conviventi "more uxorio". Piazza Cavour ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha ricordato che "la tutela apprestata dalla norma penale si estende anche alle famiglie di fatto".

 

 

Questa la velina dell'ADNKronos che espone la notizia.

 

Da una rapida riflessione mi sono reso conto che con il mio collega di ufficio ci possiamo considerare una famiglia.

 

Vediamo il perché analizzando la frase, quindi famiglia è:

"ogni consorzio di persone" : da wikipedia consorzio è "un'aggregazione volontaria legalmente riconosciuta che coordina e regola le iniziative comuni per lo svolgimento di determinate attività di imprese o enti pubblici."

Io e il mio collega non siamo obbligati a stare qui, siamo volontari in qualche modo. Lavoriamo in una società legalmente riconosciuta che coordina e regola le iniziative ed è un impresa.

 

 

"per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo". : Io lavoro li con questo collega da 8 anni e mi sembra un apprezzabile periodo di tempo, siamo per 10-12 ore al giorno a un metro e mezzo uno dall'altro, viviamo quindi una stretta relazione.  Ogni giorno alle 9,30 beviamo un caffè, ci troviamo alle otto di mattina e torniamo casa alle 7 di sera, mangiamo assieme, abbiamo consuetudini di vita in comune.  Tra di noi ci diamo una mano nei momenti di difficoltà, ci porgiamo reciproca assistenza e solidarietà.

 

Tenendo presente che passo più tempo con lui che con mia moglie il cerchio si chiude.

 

Ma se domani mi licenzio, il mio collega deve continuare a versarmi gli alimenti e pagare la metà dei caffè che bevo durante la settimana? E assieme possiamo chiedere l'adozione di un bambino? 

Ma si può definire un concetto importante e complesso come la famiglia con frasi generiche e superficiali come quelle usate dalla cassazione? Ma è questo il mondo che vogliamo passare ai nostri figli?

 



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martedì, ottobre 13, 2009

SAGGEZZA POPOLARE


Ieri era una giornata che prospettava di chiudersi in maniera soddisfacente, ma non credevo così soddisfacente.

Alle 17 ero sulla strada di casa e stavo ammirando una luce splendida, il sole che stava tramontando su un cielo azzurro intenso cosparso di nuvole bianche e grigie che viravano sul rosa nelle zone colpite dalla luce del sole basso all'orizzonte. Splendido.

Invece che andare a casa, visto che avevo con me l'attrezzatura fotografica, sono andato a vedere un paio di posti che sto aspettando il momento buono per fotografare. Purtroppo ieri non era il momento giusto, la luce arrivava dall'angolo sbagliato, le nuvole erano tutte dalla parte opposta.. niente da fare, la foto si deve fare quando è il momento giusto e ieri non lo era.

Allora ho imboccato una stradina stretta e tortuosa che mi riportava verso casa e che mi portava dritto nella direzione giusta per la foto. Davanti a me avevo tutta la catena del monte Cavallo tagliata dalla luce del  sole, le montagne si stagliavano all'orizzonte e tutte le nuvole teatrali che prima avevo visto partivano da li. Trovato il punto giusto mi sono fermato appena superata l'unica casa abitata del circondario, ho messo la macchina sul ciglio della strada, ho preso la macchina, montato il grandangolo e ho cominciato a scattare.

Una situazione paradossale, in auto, con in mano un ritrovato tecnologico all'avanguardia a scattare foto digitali in un posto che sembrava fuori dal mondo e fuori dal tempo.

In quel momento estatico ho sentito dietro di me delle voci, due signori che discutevano in modo concitato e si stavano avvicinando ma erano nascosti dalla mia auto e non li vedevo.

Interrotto questo momento magico decido che per oggi può bastare, mi sono alzato per tornare in auto e mi trovo due signori anziani che sembravano una macchietta. Il primo non molto alto, capelli e baffetti grigi, un paio di pantaloni da lavoro blu di due taglie più larghi tenuti da una cintura che aveva dimenticato metà dei passanti e che terminava con un pezzo di spago. Il secondo più alto e più pesante, capelli bianchi impomatati e un paio di occhiali con le lenti ambrate grandi come due televisori, la dentiera che sembrava troppo grande per la sua bocca. Per un momento ho pensato che mi volessero menare perché avevo messo la macchina sull'erba del loro campo ed in vece avevano solo trovato un elemento esterno da coinvolgere nella loro discussione sui massimi sistemi.

Mi hanno tenuto più di un ora a parlarmi della crisi mondiale, della crisi italiana in campo industriale e politico, della loro esperienza e di cosa vedono nel futuro.

Due signori  ottantenni che mi parlano delle loro preoccupazioni per il futuro.

E mica ne parlavano con la visione di due vecchi contadini vissuti in un angolo fuori dal tempo e dallo spazio come quello in cui eravamo, no! Ne parlavano meglio dei migliori economisti che fino ad oggi ho sentito parlare in TV.

Mi hanno spiattellato un analisi sui problemi di giovinezza della nostra imprenditoria nata solo dopo la guerra e confrontata alla classe imprenditoriale europea nata nell'800, mi hanno parlato di protezionismo, dazi, globalizzazione come se fosse il loro pane quotidiano, e mia hanno lasciato andare via solo dopo avermi spiegato che la politica italiana smetterà di essere un peso e diventerà una risorsa quando smetterà di contrapporsi in schieramenti e si impegnerà su ogni fronte per il bene comune, al di là di chi faccia le proposte.

 

Quelle foto che sono ancora dentro la mia scheda di memoria, hanno ora un importanza diversa. Sono il ricordo di un momento di grande scuola e di profonda ammirazione per la vita di queste persone che ci hanno tirato fuori dal letame lasciato dalla guerra e ci hanno portato fino a qui rendendosi conto solo ora di non avere creato anche una società che proseguisse nella strada da loro iniziata.

Allora mettiamo da parte i cellulari e i notebook, rimettiamoci gli scarponi e leghiamoci i pantaloni con lo spago. Riproviamo a ripartire con la volontà, il coraggio e la forza che hanno avuto i nostri padri e i nostri nonni. Se non ci riusciamo vuole dire che la razza umana non si è evoluta nell'ultimo secolo ma si è involuta.



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venerdì, settembre 18, 2009

NON CI STO!!!!!


No, mi dispiace, non ci sto!

 

Non ci sto a sentire la madre della povera sanaa giustificare e perdonare il padre che l'ha sgozzata perché non era d'accordo sui suoi sentimenti. Non ci sto a sentire intere comunità islamiche fare lo stesso ragionamento, non ci sto a sentirmi dare del razzista se dico che qui da noi non è ammesso questo comportamento e che se si vuole l'integrazione la si può ottenere solo se chi viene ospitato accetta e condivide valori e regole di chi lo ospita. Razzista è chi viene a farsi ospitare e pretende che il paese ospitante si adegui e faccia proprie le sue tradizioni e i suoi valori. Posso non condividere il modo di pregare dei popoli islamici come posso non condividere il modo di pregare dei buddisti, ma lo accetto. Non posso accettare e non voglio accettare che nel mio paese non si rispettino i principi, i valori e le leggi di questo paese e si mascheri tutto dietro alla vuota parola "integrazione"

Per questo doppiamente non ci sto!!!!

 

Non ci sto a sentir parlare dei nostri soldati che muoiono come fossero dei mercenari, non ci sto a sentire battibecchi sul tecnicismo "missione di pace" o "missione di guerra"

Certo, sono li anche a combattere, ma sono in missione di pace.

Non tanto la pace dei paesi in cui stanno combattendo, se questo fosse il fine ultimo avrebbe ragione chi pensa di costruirci un grande muro attorno e lasciare che tribù, paesi, regioni e nazioni si "mettano d'accordo", ma quanto per la NOSTRA pace.

Sono li a difendere la nostra democrazia, le nostre case e i nostri figli. Stabilizzare le loro democrazie serve a non destabilizzare le nostre, combattere senza quartiere i terroristi evita che riescano a trovare il tempo di organizzare altri 11 settembre.

Smettiamola con questi discorsi ipocriti,  Della democrazia in Iran ce ne frega un accidente, della libertà degli afgani ce ne importa un fico secco. E' che senza queste stabilità la nostra vecchia, stanca e poco apprezzata democrazia salterebbe in aria. In gioco ci sono cose a noi ben più care della democrazia afgana o irachena. In gioco c'è la nostra libertà, la nostra democrazia, la nostra cultura, la nostra religione, i nostri valori, i nostri figli.

 

Un grazie a chi con parole o opere difende questi principi. Un grazie particolare a chi per questo mette in gioco la propria vita e non sempre vince la scommessa.



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mercoledì, settembre 09, 2009

AHI AHI AHI SIGNORA LONGARI.......


Doveroso tributo ad un pezzo di storia italiana che ci ha lasciato…….

 

Ed ora si prosegue come lui avrebbe voluto:

 

"ALLEGRIAAAAA!!!!!"



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lunedì, luglio 13, 2009

PD: TRAVAGLIO, GRILLO CANDIDATO A PRIMARIE? E' LA NOTIZIA PIU' DIVERTENTE DEL DECENNIO

PD: TRAVAGLIO, GRILLO CANDIDATO A PRIMARIE? E' LA NOTIZIA PIU' DIVERTENTE DEL DECENNIO

Roma, 12 lug. - (Adnkronos) - "E' la notizia piu' divertente del decennio". Commenta cosi' all'ADNKRONOS Marco Travaglio la notizia della candidatura di Beppe Grillo alle primarie del Pd, annunciata dal comico sul suo blog. "E' geniale", aggiunge Travaglio, apprendendo della candidatura. "Credo che sicuramente prenderebbe un sacco di voti -prosegue-. Le ultime elezioni europee hanno dimostrato che e' sufficiente mettere qualcuno che dica cose vere e forti e la gente ci si attacca e lo vota".

 

 

In effetti alle ultime Europee il PDL ha "perso" con il 35,26 % mentre il PD ha "vinto" con il 26,13 % dei voti avendo messo candidati che dicevano cose forti e vere.

 

Questa eclatante "vittoria" se la gioca ad armi pari con la notizia di oggi come News più divertente del decennio…..

 

Se poi consideriamo che Travaglio (  mente lucida e incisiva della sinistra italiana) considera positiva la candidatura di Grillo alla direzione del PD completiamo il quadretto boccaccesco.

 

Al PD mancava solo il segretario giullare, il comico in declino che oramai non fa ridere più nessuno alla direzione. Si potrebbe liberare un posto come responsabile all'organizzazione delle cucine delle "feste dell'Unità" da assegnare a Fassino e Crozza come referente per le politiche economiche.

 

Su questa strada il PD si "dipietrizzerà" sempre più fino a diventare una corrente di minoranza all'interno dell'IDV che diventa a sua volta sempre più un partito di lotta e di estremismo ai margini dell'arco costituzionale.

 

E poi si accusa il PDL e il centro-destra in genere di essere egemonico. No, la destra non è egemone… è sola!!!!

 




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martedì, giugno 16, 2009

POSSO FOTOGRAFARE LA VICINA IN TOPLESS?


Zappadu: ''L'ho detto al Garante: mai violata la privacy del Cavaliere''

Nella foto, Villa Certosa

Roma (Adnkronos) -

 

Praticamente si è attrezzato con un obbiettivo grande come un cannone e fatalmente, fotografando il panorama, ha immortalato le persone all'interno di una proprietà privata a distanza considerevole e poi le ha vendute ai giornali pensando ad un servizio naturalistico…

Mi sembra che la stessa scusa l'avesse usata anche quel signore arrestato a Venezia mentre riprendeva con una microcamera dal basso verso l'alto. Lui ha dichiarato che riprendeva  i colombi in volo… poi fatalmente ha immortalato anche quello che stava sotto le gonne delle turiste ma non ha violato la loro privacy…..



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venerdì, marzo 06, 2009

RIANIMARE L'ECONOMIA


Ieri, mentre andavo in ufficio, ascoltavo la radio in macchina e su tre stazioni contemporaneamente ho ascoltato notizie che riguardavano l'andamento delle vendite di auto e tutti lo ponevano come primo paletto per capire la portata della crisi.

Una trasmissione in particolare stava intervistando un esperto del settore che spiegava come il fortissimo calo delle vendite di gennaio ( se non ricordo male -38%) sia stato seguito da un calo più moderato in febbraio ( forse -24%) facendo capire, secondo lui, che gli incentivi statali avevano fatto recuperare almeno un 10% delle perdite di gennaio.

 

Siamo tutti d'accordo che gli aiuti statali aiutino ( appunto), siamo tutti convinti che ci sia bisogno di far lavorare le aziende, siamo tutti consapevoli che per andare avanti dobbiamo anche non far crollare il sistema bancario senza il quale l'intera economia smetterebbe di esistere. Su molti punti si trova un'intesa bipartisan.

Ma mentre ascoltavo queste esternazioni sulla salvezza derivante dal ritornare a produrre a pieno regime automobili, ero incolonnato ad un semaforo in paziente attesa di riuscire a divincolarmi nel traffico.

 

Siamo proprio sicuri che lo sviluppo passi attraverso l'automobile? Siamo proprio sicuri che per stare meglio si debba possedere due auto a testa da cambiare almeno una volta l'anno? Siamo proprio sicuri che in un mondo in continuo cambiamento, in un'economia isterica, in un'epoca di cambiamenti rapidi e incontrollati debba esserci ancora un pilastro inamovibile e insostituibile come l'industria automobilistica?

 

Certo, si sta approfittando della crisi per spingere le potenti lobby dell'auto a progettare mezzi più economici, meno inquinanti, dai bassi consumi, ma se tutti questi sforzi venissero indirizzati su altri fronti porterebbero maggiori vantaggi? Non è il caso che anche queste immobili colonne d'Ercole prendano in considerazione la possibilità di rivedere la loro produzione, il loro business?

Oggi che un pomeriggio in un loft e una domenica sera su un predellino sono periodi sufficienti a rivoluzionare la politica di una nazione, possibile che non riusciamo a vedere oltre il nostro naso sullo sviluppo sostenibile dell'industria?

Di cosa ha bisogno l'uomo? Cosa vorrebbe comprare nei prossimi anni? Macchine? Si forse, ma non nelle quantità che desidererebbero le multinazionali. Case? Si! Anche, ma non nelle quantità e ai prezzi che vorrebbero le imprese edili.

Di alcune cose ci sarà bisogno sicuramente oggi, domani e sempre. Il cibo, la salute e l'energia!

La popolazione continua ad aumentare e sempre meno territorio è dedicato alle colture e all'allevamento. Bisogna investire per far ritornare verde il pianeta, per produrre cibo a sufficienza e per trovare nuovi modi per produrlo.

La popolazione che aumenta e la globalizzazione hanno reso critico il sistema sanitario mondiale. Un'epidemia che si sviluppa in Asia in pochi giorni può fare il giro del mondo. Sempre nuove malattie e nuove minacce si manifestano in tutto il mondo. Dobbiamo investire nella ricerca di nuove frontiere per la salute.

La popolazione crescente diventa sempre più assetata di energia. In linea di principio ogni fonte di energia attualmente conosciuta finirà prima o poi. Il petrolio finirà, il gas finirà, l'uranio finirà, il sole finirà e con esso il vento e le onde. E' solo questione di tempo. Dobbiamo investire nel miglioramento delle energie attualmente note e nella ricerca di altre fonti che già immaginiamo o che oggi nemmeno potremmo sognare.

 

E' nelle infrastrutture e nella ricerca che dobbiamo investire per uscire da questa crisi, non ne usciremo mai puntando ad avere una nuova macchinina fiammante in garage.



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lunedì, febbraio 23, 2009

SI RESPIRA UN ARIA NUOVA…. OPPURE E’ ARIA FRITTA?

Con la settimana scorsa si è avviata la Primavera italiana… Un cambiamento radicale ha scosso la vita della nostra Nazione.

Dopo il periodo buio seguito alle dimissioni di Veltroni ora si avvia una stagione nuova, splendente e lungimirante, percorsa da dritta a manca da un nuovo maestrale foriero di innovazione, di nuove idee, di un nuovo modo di fare politica. Un vento di rinnovamento che porrà fine alla stagione delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione perché ora anche la maggioranza dovrà inchinarsi alla nuova politica lanciata dal nuovo leader del PD. Ora che il leader dell' opposizione giura sulla costituzione, ora che il leader dell'opposizione ha finalmente pieni poteri tanto da essere in grado di far cadere il governo ( solo quello ombra però!!) ora, dopo tutto questo, finalmente il primo atto ufficiale che da un indirizzo preciso al partito d'opposizione.

Bene! Ora si cambia registro! Si avvia la nuova era e si fa quello che non si era mai pensato di fare  fino ad ora a sinistra.

Ora si avvia l'antiberlusconismo……..

 

 

PS.

Riflessione a margine. Mi è sorta una domanda mentre scrivevo…. Sarà mica un caso che il sinonimo di destra è "Dritta" e il sinonimo di sinistra è "manca"???




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