lunedì, luglio 13, 2009

PD: TRAVAGLIO, GRILLO CANDIDATO A PRIMARIE? E' LA NOTIZIA PIU' DIVERTENTE DEL DECENNIO

PD: TRAVAGLIO, GRILLO CANDIDATO A PRIMARIE? E' LA NOTIZIA PIU' DIVERTENTE DEL DECENNIO

Roma, 12 lug. - (Adnkronos) - "E' la notizia piu' divertente del decennio". Commenta cosi' all'ADNKRONOS Marco Travaglio la notizia della candidatura di Beppe Grillo alle primarie del Pd, annunciata dal comico sul suo blog. "E' geniale", aggiunge Travaglio, apprendendo della candidatura. "Credo che sicuramente prenderebbe un sacco di voti -prosegue-. Le ultime elezioni europee hanno dimostrato che e' sufficiente mettere qualcuno che dica cose vere e forti e la gente ci si attacca e lo vota".

 

 

In effetti alle ultime Europee il PDL ha "perso" con il 35,26 % mentre il PD ha "vinto" con il 26,13 % dei voti avendo messo candidati che dicevano cose forti e vere.

 

Questa eclatante "vittoria" se la gioca ad armi pari con la notizia di oggi come News più divertente del decennio…..

 

Se poi consideriamo che Travaglio (  mente lucida e incisiva della sinistra italiana) considera positiva la candidatura di Grillo alla direzione del PD completiamo il quadretto boccaccesco.

 

Al PD mancava solo il segretario giullare, il comico in declino che oramai non fa ridere più nessuno alla direzione. Si potrebbe liberare un posto come responsabile all'organizzazione delle cucine delle "feste dell'Unità" da assegnare a Fassino e Crozza come referente per le politiche economiche.

 

Su questa strada il PD si "dipietrizzerà" sempre più fino a diventare una corrente di minoranza all'interno dell'IDV che diventa a sua volta sempre più un partito di lotta e di estremismo ai margini dell'arco costituzionale.

 

E poi si accusa il PDL e il centro-destra in genere di essere egemonico. No, la destra non è egemone… è sola!!!!

 




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martedì, giugno 16, 2009

POSSO FOTOGRAFARE LA VICINA IN TOPLESS?


Zappadu: ''L'ho detto al Garante: mai violata la privacy del Cavaliere''

Nella foto, Villa Certosa

Roma (Adnkronos) -

 

Praticamente si è attrezzato con un obbiettivo grande come un cannone e fatalmente, fotografando il panorama, ha immortalato le persone all'interno di una proprietà privata a distanza considerevole e poi le ha vendute ai giornali pensando ad un servizio naturalistico…

Mi sembra che la stessa scusa l'avesse usata anche quel signore arrestato a Venezia mentre riprendeva con una microcamera dal basso verso l'alto. Lui ha dichiarato che riprendeva  i colombi in volo… poi fatalmente ha immortalato anche quello che stava sotto le gonne delle turiste ma non ha violato la loro privacy…..



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venerdì, marzo 06, 2009

RIANIMARE L'ECONOMIA


Ieri, mentre andavo in ufficio, ascoltavo la radio in macchina e su tre stazioni contemporaneamente ho ascoltato notizie che riguardavano l'andamento delle vendite di auto e tutti lo ponevano come primo paletto per capire la portata della crisi.

Una trasmissione in particolare stava intervistando un esperto del settore che spiegava come il fortissimo calo delle vendite di gennaio ( se non ricordo male -38%) sia stato seguito da un calo più moderato in febbraio ( forse -24%) facendo capire, secondo lui, che gli incentivi statali avevano fatto recuperare almeno un 10% delle perdite di gennaio.

 

Siamo tutti d'accordo che gli aiuti statali aiutino ( appunto), siamo tutti convinti che ci sia bisogno di far lavorare le aziende, siamo tutti consapevoli che per andare avanti dobbiamo anche non far crollare il sistema bancario senza il quale l'intera economia smetterebbe di esistere. Su molti punti si trova un'intesa bipartisan.

Ma mentre ascoltavo queste esternazioni sulla salvezza derivante dal ritornare a produrre a pieno regime automobili, ero incolonnato ad un semaforo in paziente attesa di riuscire a divincolarmi nel traffico.

 

Siamo proprio sicuri che lo sviluppo passi attraverso l'automobile? Siamo proprio sicuri che per stare meglio si debba possedere due auto a testa da cambiare almeno una volta l'anno? Siamo proprio sicuri che in un mondo in continuo cambiamento, in un'economia isterica, in un'epoca di cambiamenti rapidi e incontrollati debba esserci ancora un pilastro inamovibile e insostituibile come l'industria automobilistica?

 

Certo, si sta approfittando della crisi per spingere le potenti lobby dell'auto a progettare mezzi più economici, meno inquinanti, dai bassi consumi, ma se tutti questi sforzi venissero indirizzati su altri fronti porterebbero maggiori vantaggi? Non è il caso che anche queste immobili colonne d'Ercole prendano in considerazione la possibilità di rivedere la loro produzione, il loro business?

Oggi che un pomeriggio in un loft e una domenica sera su un predellino sono periodi sufficienti a rivoluzionare la politica di una nazione, possibile che non riusciamo a vedere oltre il nostro naso sullo sviluppo sostenibile dell'industria?

Di cosa ha bisogno l'uomo? Cosa vorrebbe comprare nei prossimi anni? Macchine? Si forse, ma non nelle quantità che desidererebbero le multinazionali. Case? Si! Anche, ma non nelle quantità e ai prezzi che vorrebbero le imprese edili.

Di alcune cose ci sarà bisogno sicuramente oggi, domani e sempre. Il cibo, la salute e l'energia!

La popolazione continua ad aumentare e sempre meno territorio è dedicato alle colture e all'allevamento. Bisogna investire per far ritornare verde il pianeta, per produrre cibo a sufficienza e per trovare nuovi modi per produrlo.

La popolazione che aumenta e la globalizzazione hanno reso critico il sistema sanitario mondiale. Un'epidemia che si sviluppa in Asia in pochi giorni può fare il giro del mondo. Sempre nuove malattie e nuove minacce si manifestano in tutto il mondo. Dobbiamo investire nella ricerca di nuove frontiere per la salute.

La popolazione crescente diventa sempre più assetata di energia. In linea di principio ogni fonte di energia attualmente conosciuta finirà prima o poi. Il petrolio finirà, il gas finirà, l'uranio finirà, il sole finirà e con esso il vento e le onde. E' solo questione di tempo. Dobbiamo investire nel miglioramento delle energie attualmente note e nella ricerca di altre fonti che già immaginiamo o che oggi nemmeno potremmo sognare.

 

E' nelle infrastrutture e nella ricerca che dobbiamo investire per uscire da questa crisi, non ne usciremo mai puntando ad avere una nuova macchinina fiammante in garage.



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lunedì, febbraio 23, 2009

SI RESPIRA UN ARIA NUOVA…. OPPURE E’ ARIA FRITTA?

Con la settimana scorsa si è avviata la Primavera italiana… Un cambiamento radicale ha scosso la vita della nostra Nazione.

Dopo il periodo buio seguito alle dimissioni di Veltroni ora si avvia una stagione nuova, splendente e lungimirante, percorsa da dritta a manca da un nuovo maestrale foriero di innovazione, di nuove idee, di un nuovo modo di fare politica. Un vento di rinnovamento che porrà fine alla stagione delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione perché ora anche la maggioranza dovrà inchinarsi alla nuova politica lanciata dal nuovo leader del PD. Ora che il leader dell' opposizione giura sulla costituzione, ora che il leader dell'opposizione ha finalmente pieni poteri tanto da essere in grado di far cadere il governo ( solo quello ombra però!!) ora, dopo tutto questo, finalmente il primo atto ufficiale che da un indirizzo preciso al partito d'opposizione.

Bene! Ora si cambia registro! Si avvia la nuova era e si fa quello che non si era mai pensato di fare  fino ad ora a sinistra.

Ora si avvia l'antiberlusconismo……..

 

 

PS.

Riflessione a margine. Mi è sorta una domanda mentre scrivevo…. Sarà mica un caso che il sinonimo di destra è "Dritta" e il sinonimo di sinistra è "manca"???




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venerdì, febbraio 13, 2009

Chiarezza esemplare

Credo che il discorso pronunciato dal senatore Pera come intenzione di voto sulla mozzione Gasparri riguardante la sospensione dell'idratazione chiarisca in modo esemplare la posizione di chi ha provato a lottare per la vita. Con massimo rispetto per chi la pensa diversamente ma senza cedere sulle proprie convinzioni...

SENATO ITALIANO 10.02.09 Dichiarazione di voto Sen. PERA (Pdl)
Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'esprimere il voto favorevole mio e del mio Gruppo alla mozione presentata dal senatore Gasparri e da altri sentori, farò anch'io riferimento all'articolo 32 della Costituzione, che è stato certamente il più citato. Non è l'unico articolo della Costituzione pertinente per decidere la questione che abbiamo al nostro esame, e anzi sono un po' colpito che altri articoli non siano stati ricordati, ma è certamente un articolo rilevante.
Se si legge attentamente l'articolo 32 della Costituzione, ci si accorge che esso fissa tre punti: il primo è che esiste una libertà terapeutica di scegliere o di rifiutare le cure. Recita l'articolo 32: «Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario». Il secondo punto è che l'articolo 32 afferma che questa libertà terapeutica, di scegliere o non scegliere cure, può essere vincolata da una legge: «Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». È evidente perciò che una legge può consentire l'esercizio positivo della libertà di cura o di rifiuto della cura. Vi è poi un terzo punto nell'articolo 32 che è importante quanto gli altri due: qualunque legge si voglia o si debba fare in ossequio all'articolo 32, qualunque legge sulla libertà di curarsi o sul rifiuto delle terapie, qualunque legge ha un limite; e la nostra Costituzione dà un nome, ripetutamente, a questo limite. L'articolo 32 chiama questo limite rispetto della persona umana; l'articolo 41 della Costituzione introduce un'altra espressione equipollente per nominarlo e parla di dignità umana; e poi c'è l'articolo 2, che è stato il più negletto di tutta la nostra discussione, anche da parte della pubblicistica, sull'argomento. L'articolo 2, che rileggo per ricordarlo in primo luogo a me stesso, dice, dando il nome a quel limite invocato anche dall'articolo 32: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo».
Sono espressioni molto serie, sono espressioni molto gravi.
«Riconosce e garantisce» significa che la Repubblica non li crea questi diritti inviolabili dell'uomo, non ne dispone, non li può approvare, non li può correggere (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Sono diritti che esistono prima della Costituzione, sono diritti che esistono prima dell'esistenza di una comunità politica o statale, sono diritti che stanno lì e che la Costituzione, il Parlamento, la comunità politica, deve solo riconoscere, cioè prenderne atto, tutelarli e rispettarli (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). E sono inviolabili, cioè non negoziabili, non cedibili, non modificabili: sono diritti assoluti, preesistenti, legati all'uomo in quanto uomo.
Ecco il nome proprio del limite fissato dall'articolo 32 della Costituzione.
Ora, la questione che qui si pone e che è stata dibattuta in questi giorni, in queste ore, e per tanto tempo anche, è se violare la vita di una persona, consentire ad una persona in stato terminale di porre termine ai suoi giorni, sia o no una violazione dei limiti posti dagli articoli 32 e 2 della Costituzione. Nel caso specifico il problema che si pone è se sottrarre alimentazione ad un paziente terminale sia o no violare quei limiti, che hanno quel nome. Voi, molti di voi - mi riferisco ai colleghi della sinistra - avete detto: no, anche la vita è violabile, anche il diritto alla vita è disponibile quando la vita non è più vita e non ha più dignità di vita. Io credo che qui vi sbagliate: credo che dicendo così vi poniate fuori dall'articolo 32 e dall'articolo 2, perché quel paziente terminale, quel paziente in coma permanente, quel paziente che non ha più scientifiche e ragionevoli speranze di vita, quel paziente è ancora un uomo che ha la sua dignità (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Pittoni). Quel paziente che sta per lasciarci per sempre è una persona. È un individuo che chiede la nostra attenzione, con cui noi soffriamo e per cui noi esprimiamo sofferenze. Quel paziente è un individuo che chiede la nostra comprensione, la nostra solidarietà, la nostra pietà, che instaura con noi una comunità. Perciò è un uomo che, in quanto uomo, per l'articolo 2 della Costituzione italiana ha diritti inderogabili, inviolabili, che noi non possiamo toccare. Quei diritti non sono violabili e non li può violare né il paziente medesimo in qualunque momento della sua esistenza, né i suoi genitori, né la magistratura, né il Parlamento; sono, appunto, inviolabili. (Applausi dal Gruppo PdL). Per questo motivo sottrarre alimentazione a un individuo in quelle condizioni significa violare un suo diritto inviolabile.
Voi usate anche un altro argomento a cui ho prestato molta attenzione; voi dite che in realtà lasciar morire, e perciò violare, sia pure eccezionalmente, il diritto fondamentale di quell'individuo, in realtà è consentito perché così facendo si rende un tributo alla sua libertà individuale. È un argomento che ha svolto in quest'Aula in particolare il senatore Veronesi: la libertà individuale. Ho ascoltato l'intervento del senatore Bosone, che era palesemente in replica e di critica a quello del senatore Veronesi, e dico che vi sbagliate anche su questo punto. Togliere l'alimentazione ad un paziente, sia pure quando quel paziente non ha più ragionevoli speranze di vita, significa togliere la vita (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Mauro) e togliere la vita significa togliere il presupposto della dignità; ma se significa togliere la dignità, allora lì c'è la violazione di un diritto che è inalienabile.
Mi chiedo poi quale concetto è mai quello che viene introdotto di libertà individuale. Cos'è questa libertà individuale che è garantita entro certi limiti dall'articolo 32? La libertà individuale vuol dire forse discrezionalità assoluta? La libertà individuale vuol dire arbitrio? La libertà individuale vuol dire licenza di fare di sé e degli altri ciò che si crede o la libertà individuale è sempre accompagnata dalla responsabilità? (Applausi dai Gruppi PdL, LNP e UDC-SVP-Aut). Confondere la libertà individuale con l'arbitrio, con la licenza significa passare dalla civiltà della ragione alla barbarie dell'egoismo. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP e UDC-SVP-Aut).
Colleghi, queste sono le ragioni che trovo nell'articolo 2, nell'articolo 32 e nell'articolo 41 della nostra Costituzione per dire che non possiamo sottrarre l'alimentazione a chi sta per lasciarci. Non ho introdotto alcun argomento religioso, non ce n'è bisogno. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Non ho nemmeno introdotto alcun riferimento alla Chiesa cattolica, né ho fatto - come ha cercato di fare questa mattina il senatore Ichino - opera di maestro nei confronti della Chiesa cattolica inducendola ad essere meglio Chiesa cattolica. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Non ho usato nessuno di questi argomenti.
Per i laici autentici, per quanto riguarda la religione, basta la religione dell'articolo 2 della Costituzione; è sufficiente per prendere le nostre decisioni. È la religione di quell'articolo 2 che stabilisce che siamo tutti uguali in dignità, abbiamo tutti gli stessi diritti fondamentali rispetto a quella dignità. C'è stato un tempo, cari amici, che i laici non avevano timore di dare un nome alla religione dell'articolo 2 della Costituzione; avevano il coraggio di darlo, quel nome. La religione dell'articolo 2 della Costituzione è la religione cristiana.
Oggi molti laici lo hanno dimenticato, oggi molti laici credono che questa religione sia di ostacolo, credono che l'interprete di questa religione, cioè la Chiesa cattolica, sia di impedimento o interferisca, credono che senza quella religione noi saremmo più liberi, renderemmo più omaggio alla libertà individuale. È un altro grave errore.
I laici hanno bisogno, per decidere su argomenti come questi, della religione dell'articolo 2. Sanno da dove viene quella religione dell'articolo 2, ne sono fieri, sono disposti a testimoniarla e a difenderla. Altri laici, invece, affievoliscono la consapevolezza della religione dell'articolo 2 (il senatore Ichino parlava di una generica tradizione biblica), oppure ritengono la religione cristiana un ostacolo. Noi la pensiamo diversamente, non abbiamo bisogno di nessun ammaestramento, di nessun magistero: la Costituzione ci dà i parametri giuridici e culturali sufficienti per prendere le nostre decisioni.
Chi volesse decidere diversamente sarebbe non soltanto contro gli articoli 2, 32 e 41 della Costituzione e gli altri analoghi, sarebbe anche contro la pietà che si deve a tutti quanti i membri dell'umano consorzio. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP e UDC-SVP-Aut. Molte congratulazioni).

lunedì, febbraio 09, 2009

DIO CI PERDONI!!!


Apprendo ora la notizia. Eluana Englaro è moDIOrta.
Ora non servono più decreti, firme, sentenze, liti, idealismi e preconcetti.

Ora serve solo il silenzio e la riflessione.
Ora serve solo una legge perchè una simile atrocità non possa ripetersi.

Questa notte credo che tutti saranno un po' turbati ma molti avranno un sonno tormentato dai rimorsi.

Chi ha fatto ma non abbastanza, chi ha fatto ma ha fatto male, chi non ha fatto... Tutti noi dobbiamo ora metterci una mano sulla coscienza ed ammettere che è finita nell'unico ma anche nel peggiore dei modi possibili.

Che Dio ci perdoni tutti


Buon viaggio Eluana

martedì, febbraio 03, 2009

Una giornata grigia


Questa mattina il tempo esprimeva al meglio il mio umore. Un cielo grigio plumbeo ed un animo triste e sofferto.

Nella notte Eluana è stata trasferita a Udine. Non è un viaggio di piacere, non è una gita. Lo si capisce subito, dallo sguardo del padre mentre attende fuori dal cancello della clinica di Lecco circondato, assediato, violentato da telecamere e macchine fotografiche. La sua faccia esprime il dolore e si fonde con la pioggia battente che sta cadendo in quel momento come fossero lacrime amare e dolorose.
Perché questo accanimento, perché non lasciare a quel padre l’intimità di questo dolore. Perché fare diventare fenomeno da baraccone un momento intenso e doloroso. Avrei avuto una gran voglia di abbracciare quel padre che sta portando avanti una battaglia per un idea che non condivido ma che rispetto e comprendo. Ed invece lo devo vedere li, sotto i riflettori chiuso nella sua auto come fosse una corazza farsi piccolo e a disagio. E’ giusto il diritto di cronaca. E’ giusto il dibattito pubblico, il problema è reale e molto importante. E’ sbagliato personalizzarlo nel caso specifico. La soluzione del caso del problema non è la soluzione del caso di Eluana, chi deve trovare il giusto compromesso lo dovrà fare senza pensare alle foto di Eluana sul mobile della sala del padre ma dovrà farlo asetticamente per poter fare la scelta giusta ma pensando che potrebbe toccare a tuo figlio per poter fare la scelta migliore. C’è bisogno però di spettacolarizzare meno il problema. Spegnete i riflettori, parliamone, dibattiamone, discutiamone, cerchiamo soluzioni condivise e condivisibili ma lasciamo in pace quelle due povere persone a smaltire i loro dolori.

Già… perché le persone sono due!!!!

Tendiamo a dimenticarlo, semplicemente citiamo il suo nome come fosse una cosa astratta ma quando parliamo di togliere un sondino a Eluana stiamo parlando di non alimentare più una persona. Certo il suo stato impone di valutare anche il fatto che la qualità della vita offertagli non sia più compatibile con il nome stesso di vita ma chi si arroga il diritto di decidere quando si è raggiunto il livello minimo di vita qualitativamente valida? Quale sarà il passo successivo? Smetteremo di alimentare i carcerati condannati all’ergastolo? La loro vita proseguirà su un livello qualitativo molto basso ma se lo facessimo si scatenerebbe una protesta di massa perché non verrebbero rispettati i basilari principi civili. Ma l’ergastolo non dovrebbe lasciare possibilità di miglioramento, non può essere inteso come pena per tentare di redimere il colpevole, è una pena senza possibilità di recupero. Allora perché alimentarli e dissetarli?
Certo, il problema esiste e va affrontato ed è ovvio che tanti chiedano che venga rispettato il suo diritto di morire ( ammesso che le persone abbiano questo diritto).
Ma perché questo immenso sforzo per evidenziare un diritto su cui permangono ampi e ragionevoli dubbi, quello di morire, mentre non si spreca una parola per un diritto universalmente riconosciuto e sul quale non c’è contrapposizione alcuna; il diritto di Vivere!
Perché hanno peso le parole di un radicale e non contano quelle del Santo Padre? Perché ?
Perché a quanto sembra Eluana aveva manifestato questa volontà in tempi non sospetti?
Quante volte è capitato di dire “ Meglio morire!” ma poi quando si corre un rischi anche minimo ci ritroviamo a pregare che non accada? Chi si può sentire certo che questa sia la sua volontà? MA anche fosse, siamo veramente liberi di decidere quando terminare il nostro ciclo vitale?
Io, per quanto mi riguarda, sono felice di avere dei dubbi sulla mia data di scadenza. E’ probabile che mi capiti di voler morire ma spero di non doverlo mai decidere io….

Saluti Eluana. Con la consapevolezza che comunque questa è una sconfitta ti auguro Buon Viaggio

lunedì, gennaio 26, 2009

E’ UN MONDO STRANO….


Se violenti una ragazza a capodanno ma ti dichiari pentito sei libero per S.Agnese ( 21 gennaio).

Se sei una ragazza che subisce violenza e lo denunci non è detto che ti credano.

Se sei un giuslavorista famoso  e vieni ascoltato ad un processo contro dei brigatisti rossi finisci per essere processato tu e non loro.

D'altronde, se sei un brigatista e fuggi in Brasile passando a darti una ripulita per la romantica Parigi… stai pure tranquillo che non verrai rimandato nelle disumane carceri italiane …

Se sei mussulmano puoi pregare fuori dalle cattedrali cattoliche, verrai ben accolto. Se sei cristiano ti consiglio di non fare altrettanto davanti ad una moschea, anzi non passarci nemmeno vicino.

Se sei abbronzato e diventi presidente degli Stati Uniti d'America puoi anche spacciare per nuova l'idea di finanziare le grandi aziende automobilistiche, cosa che in Italia facciamo e critichiamo da 40 anni ( We can…)

Se sei pallido e di Roma ti puoi far eleggere a capo di un partito a vocazione maggioritaria che però rischia di farsi superare nei sondaggi da un partito a conduzione famigliare di un exPM su un trattore (  Se pò fa…)

Se sei l'abbronzato di prima e prometti grandi cambiamenti, stai tranquillo.. il giorno dopo al tuo giuramento le TV e i giornali di tutto il mondo non faranno altro che parlare del vestito di tua moglie, di come balli, di cosa hanno fatto le tue figlie… I tuoi programmi ?? Mha! (We can…)

 

Se sei nato in Israele stai attento… Dal cielo non sempre arriva solo la Provvidenza e spera che quello abbronzato di prima si ricordi di te dopo aver ballato tutta la notte. Spera che tutti i terroristi detenuti che ora verranno rilasciati non ritornino nel ridente paesello a pochi chilometri da casa tua a fabbricare razzi.

 

Certo che viviamo in un mondo strano dove gli abitanti di un isola a grande vocazione turistica ( parole loro) non accettano la costruzione di una struttura per detenere i clandestini appena sbarcati. Preferiscono averli per casa liberi. E' un mondo strano quello in cui un leader politico non può dire che a suo parere un giornalista fa un uso scorretto del servizio pubblico e poi ( qualche anno dopo) lo stesso giornalista può permettersi invece di inanellare una serie di sanzioni dall'ente di controllo perché fazioso e antidemocratico. E curioso vedere un mondo dove se il petrolio sale di prezzo si urla alla crisi e se scende invece si urla alla crisi. Fa specie vedere un mondo dove nel luogo deputato ad accogliere ogni idea ( l'università) la volontà di pochi impedisce a tutti di ascoltare il discorso di un eminente teologo e massimo rappresentante di uno stato confinante e si fischia la terza carica dello stato prima di sentire cosa deve dire.

 

E' un mondo strano, ma questo è il nostro mondo baby….

Ma veramente a voi va bene di lasciare un mondo così ai vostri figli???

Rimbocchiamoci le mani che c'è un sacco di lavoro da fare!!



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mercoledì, gennaio 21, 2009

IL TRENO

Oggi è il mio compleanno… vi voglio fare io un regalo riportando qui il testo di una presentazione che mi hanno inviato. Oggi che è un giorno in cui rifletto sullo scorrere del tempo mi ha molto colpito e ho voluto condividerlo….

 

IL TRENO DELLA VITA

La vita è come un viaggio in treno:

Spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun'altra profonda tristezza.

 

Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone, di cui crediamo, che ci accompagneranno durante tutto il nostro viaggio:

i nostri genitori. 

 

Purtroppo la verità è un'altra.

 Loro scendono in una stazione e ci lasciano senza il loro amore e affetto, senza la loro amicizia e compagnia.

Comunque salgono altre persone sul treno, che per noi saranno molto importanti. 

Sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo.

Qualcuna di queste persone che sale, considera il viaggio come una piccola passeggiata.

Altri trovano solo tristezza nel loro viaggio.

 E poi ci sono altri ancora sul treno sempre presenti e  sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno.

Qualcuno lascia quando scende una nostalgia perenne...

Qualcunaltro sale e riscende subito, e lo abbiamo a mala pena notato...

 

Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene, si segga in un altro vagone e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli.

Naturalmente non ci lasciamo frenare da nessuno, a prenderci la briga, di cercarli e di spingerci alla loro ricerca nel loro vagone.

Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro fianco, perché il posto vicino a loro è già occupato.

 

Non fà niente, così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii… 

....ma senza ritorno.

 

 

Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile.

Cerchiamo di andare d'accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro. Ricordiamoci, che in ogni fase del tragitto uno dei nostri compagni di viaggio può vacillare e probabilmente ha bisogno della nostra comprensione.

Anche noi vacilleremo spesso e ci sarà qualcuno che ci capisce. 

 

Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, e tantomeno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno, neanche colui che stà seduto proprio vicino a noi.

 

Io penso, che mi dispiacerà tanto, quando scenderò per sempre dal treno.....

Sì, ne sono convinto.

La separazione da tutti gli amici che ho incontrato durante il viaggio, sarà dolorosa, lasciare i miei cari da soli, sarà molto triste.

Ma ho la speranza che prima o poi arrivi la stazione centrale e ho l'impressione di vederli arrivare tutti  con un bagaglio, che quando erano saliti sul treno ancora non avevano.

Ciò che mi renderà felice, è il pensiero che ho contribuito ad aumentare e arricchire il loro bagaglio impreziosendolo

Voi, tutti i miei amici, facciamo il possibile per far sì che si faccia un buon viaggio e che alla fine ne sia valsa la pena.

Mettiamocela tutta per lasciare quando scendiamo un posto vuoto, che lascia nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il viaggio. 

 

 

A coloro, che fanno parte del mio treno, auguro

BUON VIAGGIO !

 




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mercoledì, dicembre 24, 2008

BUON NATALE

Questo pomeriggio non ho lavorato, nel senso che non ero in ufficio. Ho svolto le mie mansioni da vicepresidente di una casa di riposo e sono andato a fare gli auguri agli ospiti della struttura originari del mio paese. Pensavo fosse una passeggiata, tanti auguri, qualche parola con i vecchietti, una chiacchierata e poi via a casa pronto a completare gli ultimi preparativi per il Natale. In fondo sono i soliti nonnini che incontro ogni volta che ci vado. Invece oggi sono tornato a casa rivoltato come un calzino, stanco, forse sconvolto, probabilmente con un overdose di storie di vita, certamente avendo imparato molto da questo contatto vero ed intenso.

Ho incontra 37 PERSONE con le loro storie, le loro difficoltà, la loro dignità. La nostra struttura è bella, nuova, ospitale, l’assistenza e ottima. Eppure nessuno di quei 37 ospiti ha dimenticato di dire “ qua se sta ben… ma vutu meter a casa mia!!!” ( traduzione: “ Qui si sta bene… ma vuoi mettere a casa mia!!”).
Ho visto 37 PERSONE con problemi, difficoltà, necessità e anche se non ci penso mai che possa succedere, ho visto cosa ci riserva il futuro. Non ci pensiamo mai, crediamo di avere in eterno 20 anni, di poter fare sempre quello che stiamo facendo oggi con la stessa facilità e semplicità. Ed invece può essere difficile anche la cosa che oggi ci sembra più banale.
Ho visto una signora bloccata a letto da problemi alle gambe ma con una testa lucida e pronta accoglierci nella sua stanza con un gran sorriso preoccupata solo perché gli era stata negata la pensione di accompagnamento. Ho visto un quasi novantenne dagli occhi dolcissimi accoglierci dal suo letto con un gran sorriso e intrattenerci scherzando sui suoi problemi e sulla sua gioventù. Ho visto anche PERSONE in cui l’età, la stanchezza, l’usura hanno intaccato di più il fisico e la mente e oramai vivono in un loro mondo diverso da quello che vediamo noi o addirittura sono stati avvolti da una nebbia che ne ha ottenebrato la mente e li costringe nel loro isolamento.
Mi ha colpito un signore che ci ha raccontato la sua storia:
“ Ho 90 anni, fino a Gennaio ero una persona normale e avevo la mia vita normale. Ma a Gennaio sono caduto e mi sono rotto un femore e da quella volta sono qui legato a questa sedia a rotelle, ma per il resto non è cambiato niente, io sto bene come prima” “Certo, “ gli fu risposto, “ Si vede e si sente che è ha la mente di un giovanotto!” e lui ha dato una risposta che mi ha gelato il sangue, “Esatto! Vi rendete conto cosa significa avere una mente lucida e trovarsi legato qui a questa sedia? Almeno avessi battuto la testa cadendo…” e con la mano un po’ tremante si è timidamente asciugato una lacrima.

Caro Babbo Natale, non so se sono stato buono quest’anno ma ti scrivo comunque.
Per questo Natale voglio un regalo di meno ed un amico di più seduto alla mia tavola, Voglio un panettone di meno e un giorno in più da passare con i miei cari, voglio uno spumante di meno e un bacio, una stretta di mano e uno sguardo sincero di più. Voglio che dedichi meno tempo a me oggi per potermene dedicare di più domani quando ne avrò bisogno, vorrei che arrivasse un po’ di luce nelle vite buie di chi soffre.

Buon Natale a tutti e che il nuovo anno vi porti gioia, felicità e salute….

Un abbraccio di cuore

giovedì, ottobre 30, 2008

200.000 o 2 Milioni?


Quante erano le persone presenti alla manifestazione organizzata dal PD? Mha! E a chi importa? A me no, sicuramente al gruppo dirigente del PD. A me, vista da fuori, importa solo che erano in tanti.

 

Aveva senso farla la manifestazione? Mha! Secondo me no, ma questa è una opinione mia. Sicuramente non serviva al paese, sicuramente serviva ai gruppi dirigenti del PD per contarsi, per misurarsi e per provare che ancora esistono.

 

Per tutte e due le domande, viste da italiano la risposta è "Bho!! " ma vista dalla parte del palco e cioè vista dal gruppo dirigente del PD le risposte sono sicuramente più precise e argomentate.

 

Sbaglia Berlusconi a denigrare le tante, non so quante, persone che hanno manifestato a Roma. Posso essere d'accordo che era più una manifestazione interna che una vera protesta, posso capire che fossero beceri postcomunisti, posso capire che anche 2 milioni sono una minoranza degli italiani, posso capire tante cose, ma non capisco il voler denigrare il pensiero e le idee di chi era effettivamente in piazza. Fossero anche solo i 200 mila contati dalla questura, sarebbe l'opinione di 200mila italiani quello che Berlusconi sta eliminando con un colpo di spazzola come fosse forfora sul suo doppiopetto.

E' vero che poi il governo comunque decide a maggioranza e quindi continuerà a fare come crede ma sarebbe auspicabile che il fare come crede sia successivo all'avere ascoltato anche quei 4 gatti che manifestavano o quei 4 gatti che non sono la maggioranza. Magari non accogliendo nulla di quello che viene richiesto, magari andando dalla parte opposta di dove vuole andare l'opposizione, ma se lo si fa dopo aver ascoltato il cosa e il perché dell'opposizione può succedere che ci si accorga di aver dimenticato un dettaglio, di aver preso un abbaglio, o di aver tralasciato un idea interessante.

Cavaliere, pensi che bello sarebbe  arrivare in conferenza stampa a dire " abbiamo approvato la tal legge a maggioranza, voglio fare notare che l'opposizione ha votato contro anche dopo che erano state accolte le loro osservazioni…"  Ma questa soddisfazione non se la vuole proprio togliere?

 

E allora, perché denigrare le minoranze quando si è in maggioranza? Perché dimenticare che fino a 6 mesi fa le situazioni erano invertite? Perché pensare di possedere la verità assoluta, di essere indiscutibilmente dalla parte della ragione perché migliori degli altri se poi quando si invertono le parti ci si comporta allo stesso modo?

 

Berlusconi, mi ascolti, chi è imperatore per decisione divina fa quello che crede e si barrica dietro alla sua onnipotenza senza ascoltare nessuno. Il leader fa quello che vuole ma lo fa ascoltando gli altri e convincendoli che è la cosa giusta da fare, motivandoli e trascinandoli. Lei è un leader, ascolti quello che le viene detto anche da chi non la pensa come lei, anche da chi non è d'accordo pur avendo la stessa visione d'insieme, cominci ad allenarsi iniziando ad ascoltare la sua di base, ascolti cosa le dice la pancia del suo partito e quando ci sarà riuscito le verrà semplice ascoltare tutti. Mi creda cavaliere, faccia pure quello che le dice il cuore o il cervello, ma ascolti la pancia perché è quella che poi vota. 

 



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martedì, ottobre 14, 2008

LA BORSA DI CARTA


No! Non sto parlando della borsa della spesa. Sto parlando del mercato azionario.

E' una disgrazia che l'umanità si sta portando dietro da tempo immemorabile, non è un problema moderno come vogliono farci credere.

Un tempo tutto si basava sul baratto. Il ciabattino produceva scarpe e le dava al pescivendolo in cambio di pesce e al conciatore in cambio di pelli. Poi il pescivendolo ebbe un idea. Colpito dal fatto che lui cambiava le scarpe molto di rado ma il ciabattino gli chiedeva il pesce tutti i giorni pensò di avviare una linea di credito. Quando il ciabattino gli forniva un paio di scarpe decidevano quanto pesce valevano e il pescivendolo doveva fornirlo fino ad esaurimento del credito al ciabattino. Diventava però scomodo tenerne conto, allora il ciabattino ebbe un idea. Fissiamo un prezzo per le scarpe e uno per il pesce e lo esprimiamo in conchiglie, allora un paio di scarpe valgono cento conchiglie e un kg di pesce vale due conchiglie. Quando il ciabattino vendeva le scarpe al pescivendolo riceveva le conchiglie che poi un paio al giorno restituiva in cambio di pesce. Nacque così il denaro. Nacquero anche le prime speculazioni e i primi problemi con un economia non più basata su beni materiali ma sulle idee del loro valore, perché vedete, in quel paese cominciarono ad esserci 10 pescivendoli ma un solo ciabattino. Quel ciabattino non era il più bravo ma semplicemente l'unico a fornire scarpe a tutti i pescivendoli ma sceglieva di prendere il pesce solo da chi gli faceva il prezzo migliore e gli dava il pesce più buono. In questo modo il valore del pesce calò notevolmente pur aumentando la qualità mentre le scarpe diventarono carissime e di pessima qualità. I pescivendoli diventarono sempre più poveri lavorando sempre di più e meglio mentre il ciabattino diventò sempre più ricco producendo sempre più scarpe di pessima qualità.

Ad un certo punto i pescivendoli non avevano più conchiglie per pagare il pane e quindi le chiesero in prestito al ciabattino che fu così magnanimo da prestarle purchè gli venisse riconosciuto un interesse sulle conchiglie prestate. Rendendosi conto che con questo sistema riusciva a guadagnare di più che producendo scarpe di pessima qualità chiuse il negozio da ciabattino e aprì un negozio che chiamò banca. Poi andò dei pescivendoli e gli propose di diventare loro socio acquistando una parte della loro attività in cambio delle conchiglie che gli servivano per proseguire nel loro lavoro.  

Così il ciabattino divenne proprietario di tranci di pescivendoli che grazie all'apporto di conchiglie fresche riuscirono a vendere di più e con il sudore della loro fronte a far aumentare il valore della loro attività arricchendo in questo modo anche il ciabattino. Poi un giorno il ciabattino si incontrò con il ciabattino di un paese lontano e si confrontarono scoprendo che avevano percorso la medesima strada solo che l'altro ciabattino aveva investito le sue ghiande (questo avevano scelto come moneta) per entrare in società con gli allevatori di maiali della sua zona dove non c'era pesce.

Il nostro ciabattino aveva sempre covato il sogno di possedere una parte di un allevamento di maiali così propose lo scambio al suo collega, Cedette parti delle sue parti di pescivendoli in cambio di parti di allevamenti di maiali . Nacque così la borsa. Ma era difficile per i pescivendoli capire in questo momento da chi erano posseduti. Si decise quindi di dividere ogni attività in un numero determinato di fette da cedere o acquistare in pacchetti. Nacquero le azioni.

 

Da quel lontano giorno in poi l'uomo è stato sottomesso da un mercato falso che non funziona sul reale valore dell'attività dei pescivendoli ma basa i suoi valori su quanti ciabattini sono disposti a comprare azioni dei pescivendoli o  a venderle.

 

Oggi siamo riusciti a raggiungere l'apoteosi di questo perverso meccanismo. I ciabattini ci fanno sapere che hanno perso miliardi di conchiglie e/o ghiande del loro capitale e cominciano a piangere lacrime amare che bagnano i pescivendoli che preoccupati per la sorte dei loro "possessori" si lamentano della crisi e dei problemi del mercato. Ma quelle montagne di conchiglie sparite dove erano? Erano il valore del banco frigo dei pescivendoli? Erano il valore dell'allevamento dei maiali? No! Erano un valore teorico basato sulla volontà dei ciabattini di comprare o vendere quelle azioni. Praticamente i ciabattini hanno perso dei denari perché avevano voglia di vendere, ma hanno in realtà perso dei denari che avevano guadagnato quando avevano voglia di comprare. In realtà quelle conchiglie e quelle ghiande non sono mai esistite.

Però ora riappare un personaggio che ci eravamo dimenticati dopo averlo nominato all'inizio della storia. Il conciatore.

 

Il conciatore, visto che oramai nessuno gli chiedeva le pelli a parte il ciabattino molto tempo fa decise di non essere un libero conciatore ma di fare il conciatore dipendente del ciabattino. Il ciabattino ogni mese gli riconosce un tot di conchiglie per il lavoro svolto.

Lui si che le conchiglie le vede davvero, non sono finte come quelle del ciabattino anche se il ciabattino cerca di pagarlo dicendogli che le conchiglie le versa nella sua banca a disposizione del conciatore. Ma quando il conciatore usa quelle conchiglie le deve avere in mano, sono vere.

Però il conciatore si preoccupa, vede il suo ciabattino che piange per le conchiglie inesistenti perse e pensa" Chissà le mie conchiglie se ci sono ancora..:" va dal pescivendolo e lo vede che piange perché il suo parziale possessore , il ciabattino, gli ha fatto notare che ha perso una montagna di conchiglie a causa della svalutazione della sua pescheria e lui per questo si sente in colpa. Allora il conciatore si preoccupa ancora di più perché, dopo che il ciabattino gli ha detto che non può aumentargli lo stipendio a causa dei ben noti problemi delle conchiglie sparite ma mai esistite, ora il pescivendolo gli dice che deve aumentare il costo del pesce per rientrare delle perdite dovute alla scomparsa delle conchiglie mai esistite. Allora il conciatore ci pensa un attimo e non compra più il pesce, va a casa nel suo orticello e si mangia due carote. Arrabbiato ed affamato non ha nemmeno voglia di andare a comprare le scarpe di cui ha bisogno ma che non può coltivare nell'orto. Così quella sera il ciabattino si incupisce ancora di più perché non ha venduto nulla ne con le pescherie di cui e parziale proprietario e nemmeno nei negozi di scarpe che ha in società con il ciabattino lontano, quello delle ghiande e dei maiali. Il giorno dopo va dal conciatore e gli dice che per questa settimana non serve che conci le pelli perché non c'è lavoro e che quindi lui non lo pagherà.

 

Allora il conciatore, chiuso in casa e colto dalla disperazione, prende una decisione. Se ne va a pescare e il pesce pescato, dopo essersi sfamato, lo va a vendere al pescivendolo in cambio di scarpe prodotte dal suo parziale proprietario il ciabattino. Il ciabattino, dovendo pur mangiare qualcosa si mise nuovamente a costruire scarpe di buona qualità per paura che il conciatore andasse a prenderle dall'altro ciabattino ( quello dei porci). Nello stesso momento il ciabattino lontano ( quello dei porci) decise di essersi stancato di giocare con ghiande e conchiglie e ricominciò anche lui a rifare scarpe rimettendo l'allevatore di maiali nelle condizioni di potersi nuovamente occupare dei maiali e non delle ghiande.

Dopo questo periodo di pazzia in cui i ciabattini si preoccupano di conchiglie che non esistono e i pescivendoli si preoccupano di ciabattini che non fanno scarpe ma giocano con le conchiglie, l'unica strada per ritornare in un mondo reale è che tutti facciano il loro lavoro praticamente e non teoricamente permettendo così al conciatore di continuare a conciare pelli per poter andare a comprare il pesce, il prosciutto e le scarpe che gli servono senza preoccuparsi di dove siano finite le conchiglie che, oltre a non servirgli, tre le altre cose nemmeno esistono.

 

E vissero tutti felici e contenti….. finchè non arrivò l'EURIBOR!!!!           



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giovedì, ottobre 09, 2008

RICORDANDO LA MIA MAESTRA


Ho superato l'esame di 5 elementare ben 30 anni fa. Certo, di acqua sotto i ponti ne è passata, ma ancora oggi rivivo guardando i miei figli quei giorni felici e spensierati. Io come genitore sono però  costretto a fare una domanda che i miei genitori non hanno mai fatto. Quando mia figlia mi racconta cosa gli è successo a scuola io devo chiedergli " Ma con quale maestra è successo?"

 

Questa è la sostanziale differenza tra la scuola di 30 anni fa e quella odierna visto che i miei figli sono tra i fortunati che frequentano classi dove il grembiule è ancora un obbligo.

 

Io parlo inglese non fluentemente, ma questo certamente non per colpa dell'insegnante, ed uso abitualmente il computer, rispetto ai miei figli ho però un dolcissimo ricordo della mia maestra. Ricordo la maestra come una mamma severa ed esigente ma sempre disponibile e sempre presente. Ricordo l'alzarsi in piedi alla mattina per salutarla, ricordo il silenzio che scendeva quando chiedeva attenzione, ricordo la pazienza e l'amore che metteva nello spiegarci le cose. Ricordo anche le punizioni per i comportamenti più "discoli", ricordo il crocifisso e la foto del presidente della Repubblica.

Mio figlio più grande, dopo 4 anni di scuola elementare, ha una sola delle 5 insegnanti che non è mai stata cambiata. Le altre non sono mai riuscite a rimanere stabili per più di 2 anni. Io ancora oggi so dove abita la mia insegnante, mio figlio ha bisogno di un agenda elettronica per memorizzare gli indirizzi delle sue maestre. E' questo l'insegnamento delle nuove tecnologie che si può fare solo grazie al modulo di insegnamento? Certo, anche l'insegnante "fissa" di mio figlio è una buona insegnante, certamente anche lei fa con amore e dedizione il suo lavoro, di sicuro anche tutte le insegnanti che si sono susseguite nelle varie cattedre hanno capacità e amore per il loro lavoro, ma un bambino dai 6 ai 10 anni ha dovuto adeguarsi ad almeno 12 modi di insegnare diversi, ha dovuto capire e comprendere 12 figure diverse che dovevano anche diventare dei punti fissi per un bambino che sta crescendo. Oggi capisce un po' l'inglese perché le istruzioni dei videogiochi sono spesso in inglese, sa usare il computer perché da quando è nato ha visto suo padre che ci smanettava, in compenso ha ritardi, a mio avviso gravi, nel programma di storia e geografia perché ogni anno ha dovuto ricominciare capendo cosa voleva l'insegnate, nella sua classe non c'è motivo di essere rispettosi ed educati tanto non é in gioco la promozione e probabilmente non sa chi è il nostro presidente della Repubblica ( anzi, probabilmente non sa cosa sia la Repubblica).   

Dopo un continuo attacco delle proposte del ministro Gelmini, dopo aver letto tutti i giorni sul giornale lettere o articoli contro il maestro unico, il grembiule, l'educazione civica e il voto in condotta mi chiedo dove sbaglio io che invece sono favorevole a tutto questo? Se tutto quello che si legge in giro è vero, sono io l'unico ad avere questi ricordi della mia vita scolastica? Sono l'unico che è andato a vedere la ricerca che ci pongono al 4° posto in Europa come istruzione primaria grazie al modulo, ma ho scoperto anche che chi è davanti a noi adotta in tutti i casi l'insegnante unico? Sono l'unico a dubitare del fatto che il modulo sia la soluzione dei problemi di apprendimento dei nostri figli? Certo, volendo denigrare la qualità del nostro corpo insegnanti si può argomentare che con 5 insegnanti è più probabile averne qualcuno di bravo, ma avendo rispetto degli insegnanti? Non è più probabile invece che un solo insegnante possa apprezzare le doti e le propensioni dei nostri figli che magari sono bravi in matematica ma scarseggiano in storia? Nel modulo abbiamo un insegnante che considererà il nostro bambino un buon alunno e un insegnante che lo riterrà un somaro, con l'insegnante unico avremo un insegnante che lo riterrà un alunno con più predisposizione verso la matematica rispetto alla storia, e credo che questa sia la valutazione corretta dei nostri figli

 

 

Beh! io non mi ritengo retrogrado ma sinceramente mi auguro che la scuola primaria possa riguadagnare l'importanza, il rispetto, il ruolo educativo, il ruolo formativo che ha avuto per me. Se poi l'insegnate unica avrà delle lacune nel campo informatico pazienza,  oggi succede spesso che siano i bambini ad insegnare ad usare il computer ai grandi; se l'insegnante unica avrà delle carenze in inglese pazienza, avranno modo, occasioni e stimoli per impararlo meglio. L'unica cosa che mi auguro venga insegnato ai miei figli, dopo ovviamente alle basi per poter procedere negli studi, è il rispetto, l'educazione, il sacrificio e la dedizione che in ogni cosa dovranno mettere per poter superare gli ostacoli futuri. Imparato questo potranno affrontare qualsiasi materia che nella vita vorranno o dovranno approfondire, senza di questo le nozioni in più che potranno ricevere da 5 insegnanti diverse non compenseranno mai la mancanza di una figura solida e affidabile nel momento del loro passaggio dalla prima infanzia alla vita adulta.



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martedì, settembre 23, 2008

FINALMENTE!!


E' finita… finalmente si chiude il sipario sulla tragicomica farsa dell'Alitalia.

 

Ora non ha più importanza tutto quello che si è sputato con velenosa rabbia fino ad oggi.

Ora non ha più senso parlare di Air France… non c'è più!

Ora non ha importanza chi ha fatto scappare i francesi…. Non ci sono più!

Ora non ha importanza se l'offerta CAI era svantaggiosa … Non c'è più!

Ora non ha più importanza se il Governo si impegnava con ammortizzatori speciali….!

Ora non importa più se la sinistra piange per la perdita di alcune migliaia di posti di lavoro…!

Ora non ha più importanza se i soci della CAI erano stati tirati dentro da Berlusconi con promesse di aiuti in altri settori….!

 

Con il finale se possibile ancora più tragicomico del resto della vicenda si sono finalmente manifestati i veri responsabili del fallimento Alitalia.

 

Ho visto scene che spero di non rivedere più in televisione, feste, baci e abbracci tra i sindacalisti e i lavoratori che manifestavano contro la CAI. Ebbene il fallimento di Alitalia proprio da li parte.

Non da alcuni dirigenti incapaci, o meglio non solo da loro. Non da governi che ci hanno messo le mani, o meglio non solo da loro. Non da sindacati che non hanno fatto il bene dei lavoratori difendendo l'azienda, o meglio non solo da loro.

Il male dell'Alitalia è proprio in quelle migliaia di piloti e assistenti di volo che, per non rinunciare a 300 posti di lavoro ( questa era l'ultima differenza rimasta tra quanto proposto da Cai e quanto chiesto dai sindacati dopo l'offerta di Cai di far partecipare i dipendenti agli utili…) hanno considerato come una vittoria il fatto che perdano il posto di lavoro 20.000 persone più l'indotto.

 

Questa è la grande vittoria per cui festeggiavano ieri i rappresentanti di piloti e assistenti di volo. Gli stessi che qualche giorno fa dicevano che il piano Air France lo avrebbero respinto anche oggi, gli stessi che godono di privilegi superiori a quelli dei loro colleghi delle grandi compagnie aeree.

Sono gli stessi che anno ottenuto l'appoggio da una CGL che finalmente mostra la maschera dell'organo di partito di estrema sinistra che per fare un dispetto al nemico Berlusconi è disposta a far perdere il lavoro a 20.000 persone motivando la scelta con il fatto che ritiene inaccettabile la richiesta di ridurre i privilegi a qualche migliaio di piloti. 

Una cosa giusta però la CGL in effetti l'ha detta. Quando Epifani afferma che ora ognuno si prenda le sue responsabilità dice bene.. io fossi in lui o fossi uno dei rappresentanti sindacali di quelle 6 sigle che hanno rifiutato l'accordo sentirei un grosso peso sulle spalle.

 

Cosa avrebbe potuto fare di più il governo?

Qualche cosa si poteva tentare… Per esempio modificare qualche legge non per favorire gli acquirenti come per la Marzano ma per permettere alla compagnia di bandiera di utilizzare piloti dell'aviazione militare in sostituzione dei piloti civili a garanzia dell'erogazione di un servizio fondamentale per il paese. Poteva evidenziare con più forza che l'accompagnamento per 7 anni attraverso gli ammortizzatori sociali degli esuberi era conseguente all'accettazione del piano CAI. Ora con la compagnia che chiude i battenti i dipendenti dovrebbero essere trattati ne più ne meno come tutti i lavoratori italiani. Vai in mobilità e se a te, bel pilota di stazza a Roma ma operativo a Milano ti propongo di andare a fare lo spazzino ad Agrigento puoi scegliere se accettare o se perdere anche la mobilità e andare definitivamente a casa.

 

Con tutto il rispetto per i piloti, quando salgo su un aereo preferisco avere un pilota rilassato, riposato, ben pagato, senza preoccupazioni se non quella di farmi atterrare sano e salvo…ma per ora quelli atterrati nel mondo reale dove vive il resto della gente siete voi. Benvenuti!!



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venerdì, settembre 12, 2008

ALITALIA: GRILLO, PREVALGA IN TUTTI SENSO RESPONSABILITA'


ALITALIA: GRILLO, PREVALGA IN TUTTI SENSO RESPONSABILITA'





Roma, 12 set. - (Adnkronos) - "Sono convinto che il governo, rappresentato da una persona competente ed equilibrata come Maurizio Sacconi, fara' prevalere un profondo senso di responsabilita'. Mi auguro che gli stessi sentimenti siano presenti nei sindacati e in alcuni politici dell'opposizione che gia' sono pronti a speculare politicamente sul fallimento delle trattative". Lo afferma Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici, trasporti e comunicazioni del Senato, commentando lo stallo nei colloqui sul futuro di Alitalia.

 

Leggo il titolo sul sito della ADNKronos e sobbalzo.

Grillo dice una cosa sensata e lo fanno passare con una piccola noticina?? Si dovrebbe dare maggiore risalto alla cosa!!

 

Poi leggo la velina e capisco che il Grillo in questione non è il Beppe nazionale e allora tutto rientra nei giusti termini.

 

Resta il fatto che dobbiamo augurarci che tutti ascoltino il consiglio di Grillo ( Luigi e non Beppe)

 



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La tragicomica situazione Alitalia


Idv: governo responsabile della rottura. ''La rottura della trattativa su Alitalia è un fatto gravissimo che getta ombre sul futuro della compagnia''. E' quanto dichiara in una nota Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera che spiega come ''le responsabilità del Governo sono enormi".

 

 

La cosa ha dell'incredibile. Dopo che i sindacati hanno fatto scappare Air France a marzo con la guida del governo Prodi di cui Di Pietro faceva parte, oggi scappa la NewCo o meglio si sta fermando la trattativa con la NewCo per impossibilità di trovare un accordo con i sindacati e il partito del superPM d'Italia cosa pensa di dire? Colpa del governo. Si !! del governo Prodi che ha sbattuto la porta in faccia alla AirOne  un anno fa….

Sembra di vivere in un incubo. La cordata che non vuole lasciare i privilegi conquistati dai lavoratori Alitalia e che hanno contribuito al fallimento della compagnia, non cede di un millimetro ma non lascia il tavolo.

I sindacati che continuano ad avanzare pretese come non capissero che se la cosa non va a buon fine la trattativa non è sugli esuberi ma su tutto il personale.

Il commissario Fantozzi ( che di fantozziano non ha proprio nulla) pronto con la macchina accesa per andare a dichiarare il fallimento e revocare tutti i contratti, compresi quelli di quei piloti che oggi pur di non perdere i privilegi preferiscono la chiusura.

Il governo che continua a non perdere la fiducia come se non fosse chiaro che dietro a tutto ci sono i sindacati o la cordata che non hanno nessuna voglia di chiudere la trattativa.

 

Eppure oggi è successa una cosa che dovrebbe illuminare tutti sulla vera situazione dell'Alitalia.

 

Il Papa ha detto che da tempo prega per la compagnia di bandiera…. E lui è uno che di cose del cielo se ne intende……

 



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venerdì, settembre 05, 2008

DOPO UN CALDO AGOSTO UN CALDO WEEK END DI TERRORE

Rientro dalle vacanze estive che avrebbero avuto mille spunti su cui soffermarsi. Ma le vacanze sono vacanze e quindi ho tralasciato. Ma ora le vacanze sono finite.       

Cominciamo dalla fine. Veltroni attacca il Governo per i gravi fatti accaduti sul treno Napoli-Roma di domenica. Ma come, dopo che per anni la sinistra ha accusato l'allora governo di centro-destra di aver gestito l'ordine pubblico in modo fascista durante il G8 di Genova. Fin da allora si sono sentiti rispondere che la polizia aveva fatto il loro dovere e che comunque esistono i prefetti a gestire l'operatività.

Oggi la polizia sta a guardare ( a mio avviso sbagliando) e si attacca nuovamente il Governo? Ma allora non serve a niente spiegare le cose? Allora Veltroni proprio non vuole imparare dal suo passato? A mio avviso era più utile bloccare il treno in aperta campagna e identificare quei 1.500 "delinquenti" ( il termine corretto viola le regole del vivere civile e quindi non lo userò), procedere con il processo per direttissima e poi discutere del resto.  Invece li si porta a vedere la partita, li si riaccompagna a casa e i solo 5 arrestati vengono immediatamente rilasciati. Indegno! E Veltroni si azzarda anche a collegare questa sua boutade con la precedente iniziativa di voler dare il voto agli immigrati…. Incredibile ingenuità!

Non mi esprimo sull'idea in se, a certe condizioni, per certi versi, sotto alcuni punti di vista potrebbe avere un senso. Il problema è che il Centro-Destra ha vinto le elezioni cavalcando la tigre della lotta all'immigrazione, della sicurezza e del rispetto delle nostre tradizioni che passa attraverso un integrazione più rigida e ligia alle regole. L'Italia in questo senso si è espressa. Veltroni, alza il naso e respira… senti l'aria che tira?? Non tira nel senso in cui stai remando.

 

Dopo due anni passati senza un Governo ora siamo da 5 mesi senza un opposizione, indubbiamente un miglioramento della situazione ma rimane comunque un problema.

 

 




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venerdì, agosto 01, 2008

PERCHE’???


Il Presidente Berlusconi ci illumina con nuovo slogan "L'Italia ha bisogno di un drizzone". Siamo felici che le idee del capo del governo siano così chiare. Non ho contestato le leggi sulla giustizia, i vari lodi, comprendo che potessero essere una delle priorità. Capisco che le manovre economiche dello stato di un governo insediato a Maggio possano influire pesantemente solo a partire dall'anno dopo quando diventerà operativa la finanziaria del nuovo governo. Capisco!.. Ma siamo sicuri che l'Italia possa aspettare il prossimo anno per avere un po' di respiro? Ci serve dell'ottimismo? PERCHE' non vengono fatte operazioni per instillare l'ottimismo? Certo, qualcosa è stato fatto, L'ICI, Napoli… Purtroppo non basta più!! PERCHE' si ingeneri ottimismo c'è bisogno di altri interventi in questo senso. Berlusconi,da buon conoscitore di uomini, deve capirlo e deve tirare fuori dal cappello qualche nuova idea, magari demagogica, magari inutile, magari .. qualsiasi cosa pur di ridare ottimismo agli italiani senza il quale qualsiasi operazione non darà i frutti sperati. Presidente ci ridia lei l'ottimismo che serve.. .PERCHE' serve!!!! 

 

 

Oggi sono sbarcati quasi un migliaio di clandestini a Lampedusa. L'UE ci accusa di razzismo se vogliamo identificarli e probabilmente ci accuserebbe di crimini contro l'umanità se volessimo rimandarli a casa. PERCHE' visto che siamo in Europa e che siamo tutti fratelli sotto la blu stellata bandiera non li spalmiamo un po' in tutta Europa questi poveri cristi che sbarcano sulle nostre coste solo perché noi le coste le abbiamo e gli altri magari no? Oppure PERCHE' non adottiamo le politiche sull'immigrazione già in uso in altri paesi europei molto più avanzati in quanto guidati da governi di sinistra e cominciamo a puntare i cannoni appena fuori delle acque territoriali come fatto dalla Spagna?

 

 Oggi si apprende che l'ENEL avrà nel primo semestre un utile netto di 2,851 MLD di Euro ben il 43,8 % in più . Da un po' sappiamo che una delle preoccupazioni che affliggono maggiormente le famiglie e le aziende italiane il costo dell'energia è al primo posto. PERCHE' le famiglie e le aziende italiane sono agonizzanti per il costo dell'energia e il fornitore monopolista dell'energia incrementa del 43,8% i propri utili? PERCHE' contestare la RoobinTax? Piuttosto vigiliamo perché non venga ribaltato sull'utente finale questo costo… PERCHE' non aprire immediatamente il mercato? Oppure, PERCHE' , vista la tragicità del momento non nazionaliziamo l'energia in modo che almeno quei 2,851 MLD di maggiori utili vadano a rimpinguare le casse dello stato in modo da favorire la riduzione della pressione fiscale?

 



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martedì, luglio 15, 2008

ABRUZZO: DI PIETRO, TANGENTOPOLI C'E' PIU' DI PRIMA

Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - "Tangentopoli c'e' piu' di prima. Con la differenza che prima i reati potevano essere scoperti, ora e' sempre piu' difficile". Lo ha detto Antonio Di Pietro parlando degli arresti in Abruzzo. "Italia dei valori si battera' dentro e fuori il Parlamento per far capire che se non si elimina il cancro della corruzione non avremo mai un Paese sereno", dice il leader di Idv aggiungendo: "Oggi c'e' un consociativismo per cui il criminale e' il magistrato, e non chi commette il reato".

 

 

Come sospettavamo… tutto il lavoro dell'ex magistrato è stato tempo perso, anzi ha reso le cose più difficili di prima… si configura una richiesta di risarcimento per tutti  i soldi spesi dal pool mani pulite in quegli anni?

Staremo a vedere….certo è che essere magistrato non può essere automaticamente certificazione della sua onestà. Se un magistrato commette un reato va processato come chiunque altro. E credo che arrestare senza motivo o per motivi risultati poi inconsistenti possa essere assimilato al sequestro di persona. Questo ovviamente è il parere di un assoluto inesperto.

Ma questi fatti non possono essere visti slegati dal processo chiusosi a Genova proprio ieri.

Genova, 15 lug. (Ign) - Quindici condanne e trenta assoluzioni. Dopo una camera di consiglio durata quasi 12 ore è questa la sentenza del Tribunale di Genova al processo sulle violenze commesse nella caserma di Bolzaneto durante il G8, nel luglio 2001.

Le pene variano dai 5 mesi ai 5 anni. Complessivamente sono stati comminati 24 anni di carcere contro i 76 anni, 4 mesi e 20 giorni chiesti dai magistrati genovesi Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati.

La condanna più pesante è stata inflitta all'ispettore della polizia penitenziaria Antonio Biagio Gugliotta che in quei giorni era responsabile della sicurezza a Bolzaneto: 5 anni di carcere per il reato di abuso d'ufficio. Accolta la richiesta della Procura anche per l'assistente capo della polizia LuigiPigozzi, accusato di aver lacerato la mano ad uno degli arrestati: 3 anni e 2 mesi contro i 3 anni e 11 mesi richiesti.

Per Alessandro Perugini, ex vice capo della Digos di Genova, e per il vice-questore Anna Poggi i 3 anni e 6 mesi chiesti dai Pm sono stati ridotti invece ridotti a 2 anni e 4 mesi ciascuno. Così come per Giacomo Toccafondi, il medico coordinatore del servizio sanitario a Bolzaneto, che ha subito una condanna ad un anno e 2 mesi contro i 3 anni e mezzo richiesti dall'accusa.

Gli altri condannati sono l'ispettore superiore Daniela Maida (1 anno e 6 mesi); Antonello Gaetano (1 anno e 3 mesi), gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi (1 anno ciascuno). Poi ancora Barbara Amadei (9 mesi), Alfredo Incoronato (1 anno), Giuliano Patrizi (5 mesi). E' stato inoltre condannato a 10 mesi di reclusione il medico Aldo Amenta.

Grazie alla prescrizione e all'indulto, nessuno dei condannati, comunque, passerà un giorno in carcere.

Al processo erano imputati 45 tra appartenenti alle forze dell'ordine e medici. I reati contestati, a vario titolo, abuso d'ufficio, violenza, falso ideologico, abuso d'autorità, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Ora non mi è chiaro, se la magistratura non sbaglia, se è giusto indagare, se è corretto arrestare i sospetti ( perché non dimentichiamolo, in Italia tutti sono innocenti fino a prova contraria!) se non si può separare le carriere e quindi un magistrato può essere sia inquirente che  giudicante, cosa succede quando poi dopo anni di indagini, dopo anni passati a svilire tutte le migliaia di operatori delle forze dell'ordine che si sono seriamente impegnati per gestire l'emergenza di quei giorni accusandoli delle peggiori barbarie la magistratura decide che in fin dei conti degli abusi ci sono stati ma che tutto sommato i colpevoli sono quattro gatti e anche le colpe non sono poi così gravi. Cosa succede???

Nulla!!!

Io non so se Del Turco e la giunta abruzzese sono colpevoli, non so se a Genova sono stati commessi i tremendi abusi delle teorie accusatorie e non so se sono stati solo dati quattro buffetti come ritiene il tribunale, non so quanti rivoltosi siano stati condannati a dispetto dei pochi poliziotti inquisiti. Non so… ma mi permetto di preoccuparmi per il metodo.

Se Del Turco risulterà realmente colpevole, serviva arrestarlo e metterlo in isolamento visto che gli inquirenti sono in possesso di prove schiaccianti ed ovviamente il reato non può essere reiterato visto che nessun pazzo tenterebbe di corrompere chi è indagato per corruzione. Ed è possibile arrestare il governatore di una regione perché sta per emanare delle leggi che il magistrato ritiene dannose? ( questa è la motivazione del pm) Ora la magistratura non fa applicare le leggi ma decide quali sono buone e quali no?

Ma e se Del Turco poi risulterà innocente, chi pagherà per la gogna a cui è stato sottoposto?  Chi darà spiegazioni sul perché arrestare una persona perché sta per fare cose dannose (processi alle intenzioni?) che poi viene ritenuto innocente?

Ma se veramente a Genova la polizia ha commesso i gravi reati di cui era stata accusata da alcuni magistrati e dalla sinistra tutta, come mai ora le condanne sono poche, brevi e limitate?

Ma se invece veramente gli errori commessi dalle forze dell'ordine sono stati pochi e ben circoscritti, allora chi paga per questi anni di indagini e processi? Chi ci spiega perché non sono stati impiegati questi magistrati per individuare e condannare chi ha messo a ferro e fuoco una città?

Io non so dove sta la verità, ma in qualunque posto sia nascosta, chiunque la tenga stretta nella mano.. rimango preoccupato!

 




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